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Un nuovo patto per l'educazione e la conoscenza scritto dal Comune con la città

Ultimo Aggiornamento: 03/08/2017

Educazione, conoscenza e comunità: temi all'ordine del giorno nella città di Reggio Children e del sistema educativo integrato nella fascia 0-6 anni. E ora, estendendo e diffondendo nel pensiero e nell’approccio quel modello di condivisione che ha fatto dell'educazione il principale tema culturale, etico e distintivo di Reggio Emilia per la prima infanzia, la Città e l'Amministrazione comunale tornano a interrogarsi e a lavorare in maniera collettiva per la fascia 6-14, con un salto di qualità per la scuola e oltre la scuola.

Lo fanno con la sottoscrizione di un Patto per l'educazione e la conoscenza, che contiene e propone obiettivi nuovi rispetto a quanto firmato quattro anni fa, su comunità, educazione diffusa e diritto allo studio, dopo una stagione densa e fertile di innovazioni e sperimentazioni condivise nei servizi educativi della città e in un contesto cittadino in continuo cambiamento.
E con diverse giornate – dal 10 al 18 marzo - che, con il titolo di 'ApertaMente', pongono con forza il tema dell'Educazione attraverso un convegno, una mostra, un open day delle scuole e un seminario.
Il Patto per l'educazione e la conoscenza, così come il ciclo di iniziative in cui la scuola incontra la sua comunità, sono un segno evidente e significativo di un'idea di città che si fonda sulla partecipazione, l'inclusione, l'esperienza e il lavoro condivisi, la competenza e l'educazione come percorso personale e collettivo.

conferenza stampaHanno detto
“E' un investimento per le nuove generazioni e per le famiglie, fatto in questo caso non di risorse 'materiali', ma di progettazione e obiettivi condivisi, di ascolto, dialogo e modalità di lavoro comuni, di attenzione alle differenze e alla complessità della scuola, di apertura alla realtà che circonda la scuola e che vede nella scuola un punto di riferimento ineludibile e vitale: mi riferisco alla comunità. E questo è di per sé un valore che si aggiunge al valore già denso dei contenuti del documento”, ha detto il sindaco Luca Vecchi, presentando alla stampa il Patto che, ha aggiunto, “è un passo avanti rispetto al Patto del 2012, necessario in un contesto nazionale e locale profondamente mutati. E' la prima tappa di un percorso di partecipazione pubblico molto intenso, che nei mesi scorsi ha coinvolto centinaia di insegnanti, educatori, dirigenti scolastici e famiglie quali giusti protagonisti di un modo di pensare che unisce scuola e città, in maniera collaborativa e trasparente. Di questo ringrazio tutti coloro che hanno dedicato tempo e idee. Ora non resta che attuare i contenuti dell'accordo con le medesime modalità e la stessa sensibilità, che è quella che ci appartiene e rappresenta esplicitamente la nostra idea di città e di fare comunità”.

“Con il percorso svolto e il Patto ora definito – ha detto l'assessore a Educazione e Conoscenza Raffella Curioni – poniamo in continuità la fascia scolastica 6-14 anni con quella 0-6, affrontando temi nuovi che si affiancano a quelli più 'classici', e certo non meno importanti, dei Servizi per il diritto allo studio e l'offerta scolastica. Mi riferisco ai Servizi e progetti a scuola e sul territorio ed ai Percorsi di ricerca e formazione. La ricerca in particolare è intesa quale elemento in grado di incidere in maniera diretta e positiva sulla qualità della scuola e della vita fuori di essa, al pari delle attività di laboratorio e delle altre attività pomeridiane e del mattino, che in percorsi congiunti associano educazione, apprendimento e sviluppo delle relazioni interpersonali. Nelle giornate di iniziative che accompagnano la sottoscrizione del Patto, ci proponiamo di far conoscere prima di tutto alle famiglie, oltre ai contenuti del Patto stesso, anche l'offerta non solo didattica in senso stretto che la nostra scuola propone, ad esempio con le scuole aperte alle visite.
“In questo modo di essere e di operare – ha concluso l'assessore - è decisiva la corresponsabilità: siamo partiti dal presupposto che la scuola è di tutti, cioè è aperta a tutti ed è responsabilità di tutti. Proseguiremo il nostro cammino su questa strada, nell'attuazione del Patto”.

E' intervenuto alla presentazione alla stampa anche il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale (già Provveditorato) Antimo Ponticiello, che ha definito il Patto e il suo percorso partecipativo “un'esperienza virtuosa, sia per la scuola, sia per la città. Il Patto formalizza e rafforza un dialogo già in essere e pronto a nuovi sviluppi, attraverso le potenzialità che lo stesso documento individua in termini di confronto, risorse, inclusione e formazione”.

La dirigente scolastica Ave Margini, per il Coordinamento della rete delle scuole della città, ha sottolineato “l'adesione dell'intero sistema scolastico a un lavoro concreto e operativo” e l'atteggiamento positivo dell'Amministrazione comunale “che è venuta a incontrare, ascoltare e dialogare con la scuola, con una prospettiva ampia e necessaria quando si affrontano i temi dell'educazione”.

Il dirigente scolastico Daniele Cottafavi, per il Coordinamento della rete delle scuole della provincia, ha evidenziato fra l'altro “il valore del Patto come atto di cittadinanza a tutti gli effetti”. E ha aggiunto che “la missione della scuola oggi è anche far sì che 'si impari a imparare', si formino cioè quelle che Morin definisce 'teste ben fatte', pronte ad apprendere il nuovo in discipline diverse e a generare nuove competenze: quanto serve alle giovani generazioni in un mondo e in una Conoscenza in continuo cambiamento, potremmo dire: dalla matematica al digitale, alle relazioni interpersonali”.

Il nuovo Patto
Il nuovo Patto per l’educazione e la conoscenza, tra l’Amministrazione comunale e i 12 Istituti comprensivi della città, sarà firmato in Sala del Tricolore il prossimo 13 marzo.
Dire 12 Istituti comprensivi, significa dire qualcosa di molto concreto per il presente e il futuro di Reggio Emilia.
Ad esempio:
- 41 scuole primarie;
- 13 scuole secondarie di secondo grado;
- 366 classi primarie e 205 classi secondarie di primo grado;
- 12.869 bambini e ragazzi che frequentano le scuole primarie e secondarie di primo grado e altrettante famiglie;
- 46 su 54 scuole già aperte al pomeriggio con attività educative, culturali, sociali, atelier, laboratori;
- 15 servizi educativi pomeridiani ad oggi sul territorio gestiti dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con il privato sociale;
- 1.800 bambini e ragazzi coinvolti in attività al pomeriggio in collaborazione con il Comune;
- 1.700 bambini e ragazzi coinvolti in attività al mattino in collaborazione con il Comune;
- 10.000 accessi nel 2016 allo Spazio culturale Orologio;
- 2.500 ore settimanali dedicate al sostegno scolastico con 109 educatori.

Soprattutto per questi bambini e ragazzi, e per quelli che verranno, il nuovo Patto definisce intenti, obiettivi, modalità e strumenti di raccordo e di co-progettazione tra Amministrazione, scuole, famiglie e agenzie educative del territorio.
Scuola e Amministrazione comunale si riconoscono reciprocamente nel ruolo fondamentale della diffusione dei principi costituzionali che promuovono la maturazione di cittadini liberi, responsabili e partecipi alla vita della comunità. La scuola, ogni scuola, e quindi l'educazione e la conoscenza sono lette come punti di riferimento di ogni comunità di quartiere, oltre che della città nel suo complesso: dove vi è una scuola, vi sono educazione, conoscenza, relazioni per crescere e divenire una comunità coesa.
E' un patto di corresponsabilità scuola-città, che ha l'obiettivo di attuare e consolidare un sistema educativo integrato, rendendolo anche più efficace ed efficiente. Un patto che tutta la città ha contribuito a scrivere, attraverso il confronto ed il dialogo con il territorio, la partecipazione di famiglie, bambini, insegnanti, educatori, cooperative sociali e Officina Educativa.
Il nuovo Patto diventa la cornice strategica di riferimento dei programmi e dei progetti educativi che l'Amministrazione intende portare avanti nel corso dell'attuale mandato.

Gli obiettivi
Questo Patto promuove, attraverso un'azione congiunta Scuola-Città, i seguenti obiettivi:
- sviluppo della personalità di bambini e ragazzi, accompagnandoli nella progressiva conquista dell'autonomia di giudizio e di scelta e nella valorizzazione delle proprie capacità e diversità (di genere, cultura, provenienza, convinzioni, sensibilità) come opportunità di confronto e di crescita personale e collettiva;
- servizi ed opportunità di accesso e frequenza scolastica, in una costante ricerca dei migliori standard di qualità e trasparenza;
- innovazione didattica, l'approccio interdisciplinare e sperimentazioni di nuovi contesti di apprendimento;
- partecipazione degli alunni o studenti e delle famiglie quali cittadini attivi per la vita delle scuole e della città;
- ampliamento rete di servizi e progetti educativi territoriali rivolta a tutti i bambini e ragazzi della città, coprogettata fra scuole ed ente locale e fortemente integrata con la proposta formativa delle scuole stesse;
- promozione di percorsi di formazione e ricerca per educatori e insegnanti, valorizzando scambi, intrecci e alleanze tra le diverse professionalità a partire dalle coprogettazioni e dall'interpretazione di documentazioni condivise, qualificando così una più avanzata professionalità e cultura degli insegnanti e degli educatori.

Ambiti di azione
Gli ambiti di azione toccati dal Patto sono numerosi e molteplici, e rendono l'idea di quanto sia forte l'osmosi tra scuola e comunità.
Fra questi:
Servizi per il diritto allo studio:
Programmazione della rete scolastica;
Stradario scolastico cittadino;
Procedure per le iscrizioni prima e dopo l’avvio dell’anno scolastico monitoraggio obbligo scolastico;
Utilizzo, gestione e manutenzione degli ambienti scolastici;
Gestione delle palestre, concessione degli impianti sportivi in relazione con la Fondazione per lo Sport;
Reti, infrastrutture e cultura digitale;
L’arredo scolastico: programmazione acquisti e gestione del patrimonio mobiliare;
Fornitura gratuita libri di testo per la scuola primaria;
Servizi e benefici a domanda individuale;
Ristorazione scolastica;
Trasporto scolastico collettivo;
Trasporto scolastico individuale per alunni disabili;
Ausili per l’accesso e la frequenza scolastica degli alunni disabili;
Servizio di ingresso anticipato_uscita posticipata per alunni di scuola primaria;
Benefici economici per l’acquisto di libri di testo_alunni scuole secondarie primo grado;
Tutela della privacy;
Trasferimenti per spese di funzionamento delle Istituzioni scolastiche;
Alfabetizzatori per la lingua italiana nelle istituzioni scolastiche;
Mediazione linguistico-culturale;
Educatori per l’integrazione scolastica degli alunni disabili;
Relazioni tra le scuole e l’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia;
Relazioni tra le scuole e le Istituzioni culturali della città;
Relazioni tra le scuole e i servizi sociali comunali;
Mobilità sicura, sostenibile e autonoma nei percorsi casa-scuola.

Progetti e servizi nella scuola e sul territorio, per la qualificazione dell'offerta educativa:
La rete dei servizi e il Finanziamento e supporto alla rete;
Percorsi nelle classi di scuola primaria e secondaria di primo grado;
Servizio per l’integrazione scolastica degli studenti disabili;
Servizio laboratori linguistici;
Atelier pomeridiani per le scuole primarie e secondarie di primo grado;
Sei: Spazi educativi interdisciplinari per la scuola primaria;
Get: Gruppi educativi territoriali per la scuola secondaria di primo grado;
Lo Spazio culturale Orologio;
I Campus pomeridiani per la scuola primaria e secondaria di primo grado;
Gli interventi di prevenzione al precoce abbandono scolastico.

Percorsi di formazione e ricerca, come opportunità permanenti.

Molti di questi temi, inoltre, saranno ripresi ed approfonditi nei diversi gruppi di lavoro che, subito dopo la firma del Patto con le scuole, verranno istituiti e che ne riaffermeranno intenti ed accordi per dare una ulteriore concretezza e dettaglio alle politiche educative da realizzare nei prossimi anni a Reggio Emilia.

Insegnanti, educatori e famiglie: un anno verso il Patto
Il Patto è stato anche un percorso di ascolto, confronto e condivisione con la città e con il mondo scolastico prima di tutto. All’interno del Comune, questo percorso di confronto ha toccato tutti i Servizi che intrattengono relazioni con le scuole.
E' stato un anno di lavoro, in una prima fase un confronto tra i professionisti delle scuole, del Comune e del privato sociale e, da novembre 2016, si sono svolti la presentazione e il confronto con tutti gli Istituti comprensivi per favorire una più ampia partecipazione di insegnanti e famiglie.
Oltre al dibattito che è seguito ad ogni incontro, si sono proposte diverse altre forme di contributo: osservazioni, suggestioni e parole chiave da lasciare al termine di ogni serata.
Sono stati 13 gli incontri realizzati da novembre 2016 a febbraio 2017; quasi mille le persone incontrate (tra genitori, insegnanti, educatori) durante il percorso.
L’esito atteso non è solo nel prodotto finale del Patto, ma anche e soprattutto nel processo che ha sotteso l’ideazione e la stesura dei testi dell’accordo, in una logica partecipativa larga ed inclusiva di tutta la città volta a verificare quanto realizzato in questi anni, valutarne eventuali modifiche, sottolinearne ed amplificarne gli aspetti qualificanti, mirando al grado di consapevolezza e collaborazione che occorre creare attorno ai temi dell’educare.

Gruppi di lavoro
Nei diversi incontri, tanti sono stati gli interventi sempre orientati a segnalare punti di vista ed esigenze di famiglie ed insegnanti in un’ottica di condivisione dell’importanza della costruzione collettiva di politiche educative per la città.
Molti di questi temi saranno ripresi e approfonditi nei diversi gruppi di lavoro che, subito dopo la firma del Patto con le scuole, verranno istituiti e che ne riaffermeranno intenti ed accordi per dare una ulteriore concretezza e dettaglio alle politiche educative da realizzare, nei prossimi anni, a Reggio Emilia.

Gli incontri di 'Apertamente'
In occasione del Patto, la scuola si apre alla città e ne richiede l'attenzione. Il 10 marzo, con il titolo ApertaMente', inizia una Quattro giorni di eventi per presentare il Patto, i suoi contenuti, le sue proposte e i servizi per bambini e i ragazzi dai 6 ai 14 anni, per dialogare su educazione e conoscenza con esperti nazionali, educatori e dirigenti scolastici. Egli eventi sono promossi da Officina Educativa (i servizi educativi del Comune di Reggio Emilia), con la collaborazione, il sostegno o il patrocinio di istituzioni quali Miur-Ufficio scolastico regionale, Regione Emilia-Romagna, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, agenzie e cooperative di educazione e solidarietà, Fondazione Cassa di risparmio di Reggio Emilia 'Pietro Manodori', aziende.

Venerdì 10 marzo (dalle ore 9) al Centro Internazionale Loris Malaguzzi, il convegno Dialoghi sull’educare con interventi di importanti esperti e testimonianze e racconti di insegnanti, educatori e genitori. Intervengono il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, l'assessore regionale a Scuola, formazione e Università Patrizio Bianchi, il rettore di Unimore Angelo Oreste Andrisano e il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Stefano Versari, l'assessore a Educazione e Conoscenza del Comune di Reggio Emilia Raffaella Curioni. Fra gli esperti, Antonia Chiara Scardicchio docente di Progettazione e valutazione dei sistemi educativi e formativi all'Università di Foggia, la sociologa Marinella Sclavi, l'epistemologo Mauro Ceruti docente allo Iulm di Milano (video-intervista), Luigina Mortari docente di metodologia della ricerca qualitativa all'Università di Verona; inoltre dirigenti scolastici, educatori e docenti delle scuole reggiane. Alle 18,30 dello stesso giorno, a palazzo da Mosto viene inaugurata la mostra Visioni e Immagini dell’educare (aperta fino al 24 marzo), che propone un itinerario interattivo tra progetti, esperienze e contesti delle scuole primarie e secondarie di primo grado restituendo i percorsi formativi proposti ai bambini e ai ragazzi dai 6 ai 14 anni. In programma anche la performance di danza Confini tra luci e ombre, ideata con il contributo dei ragazzi della scuola secondaria di primo grato Enrico Fermi e in collaborazione con la Fondazione nazionale della Danza-Aterballetto e con le scuole di danza di Reggio Emilia.

Sabato 11 marzo, Porte aperte alla città: un Open day in 14 luoghi educativi della nostra città - scuole e servizi pomeridiani – che si aprono a tutti per raccontare la ricca offerta educativa per i bambini dai 6 ai 14 anni: progetti innovativi che puntano a creare maggiori relazioni e connessioni tra il mattino e il pomeriggio, tra l’attività scolastica e le esperienze pomeridiane, tra la scuola e il territorio, promuovendo occasioni di apprendimento, benessere e partecipazione per bambini, insegnanti e famiglie. Le scuole aperte al pomeriggio sono una peculiarità di Reggio Emilia e un’ulteriore affermazione della nostra competenza e del nostro investimento nell’educazione.
Dalle ore 10 alle ore 12: scuola Balletti via Cavallotti 56; scuola Pezzani via Wybicki 30; scuola Morante e Sei Impastato via Sturzo, 9; scuola Agosti e Sei Kaleidos via Allende 3; Sei Marco Polo via Torricelli 35; Sei Freire viale Montegrappa 8; Sei Gorillante via Fratelli Cervi 70; palazzo da Mosto via Mari 12.
Dalle ore 15 alle ore 17.30: scuola San Bartolomeo via Freddi 41; scuola Sant'Agostino via Reverberi 4; Get Madres via Bolognesi 2; Get Gandhi via Samarotto 1; Get Mendes via Plinio 18.
Dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15 alle ore 20, Spazio culturale Orologio via Massenet 17.

Lunedì 13 marzo, alle ore 15 in Sala del Tricolore la sottoscrizione del Patto per l'educazione e la conoscenza scritto con la città, alla presenza del sindaco di Reggio Emilia, del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale e dei 12 dirigenti scolastici reggiani.

Sabato 18 marzo, di nuovo a palazzo da Mosto, un seminario su Il valore del cibo – Responsabilità, sostenibilità e cittadinanza tra scuola e territorio durante il quale verranno presentati gli esiti della ricerca qualitativa sulla ristorazione scolastica a Reggio Emilia ed il progetto Lotta allo spreco alimentare realizzato in questo anno scolastico in sei scuole primarie della città.
Intervengono, insieme con l'assessore Raffaella Curioni, Sofia Acerbi del coordinamento di Officina Educativa; la ricercatrice Marina Montorsi; Luca Falasconi docente di Agraria all'Università di Bologna; don Giuseppe Dossetti parroco dell'Unità pastorale Santa Maria Maddalena Reggio Emilia; Rossella Soncini responsabile area Emilia Ovest Cir food e Leana Pignedoli vicepresidente Commissione agricoltura al Senato.