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Ecco il nuovo museo del Tricolore

Ultimo Aggiornamento: 01/09/2017

“Nuovi contenuti in spazi nuovi, per un unicum in Italia, che connette ora la Sala del Tricolore e il museo storico della Bandiera, reso meglio leggibile e fruibile, con una ricca, pregevole e suggestiva testimonianza di arte contemporanea, costituita dalla mostra permanente di opere ispirate al Tricolore e ai suoi 'predecessori', di 90 artisti italiani ed esteri. E', a tutti gli effetti, un nuovo museo: un intervento di restauro, riqualificazione e ampliamento degli spazi di palazzo Casotti che connota ulteriormente la sensibilità al contemporaneo di Reggio Emilia, anche in un percorso di riflessione storica attraverso l'arte di oggi, e sviluppa l'attrattività e l'offerta del sistema museale della città. Si tratta di un luogo che faremo vivere anche attraverso laboratori didattici coi giovani delle nostre scuole. Una proposta che siamo felici di presentare il 7 Gennaio, Festa del Tricolore, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ci onora della sua presenza alle Celebrazioni della Giornata nazionale della Bandiera e del 220° Anniversario nella nascita del Tricolore, e a tutti i nostri concittadini”.

Così il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, ha descritto il Museo del Tricolore in palazzo Casotti, aperto al pubblico, sabato 7 Gennaio 2017, alle ore 15.

Le nuove realizzazioni al Museo del Tricolore, che fu inaugurato nel 2004 dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, sono state presentate oggi in anteprima alla stampa dallo steso sindaco insieme con il direttore dell'Area competitività e innovazione del Comune di Reggio Emilia Massimo Magnani, il direttore dei Musei civici di Reggio Emilia Elisabetta Farioli, il progettista architetto Andrea Vescovini e la responsabile di progetto architetto Francesca Monti del Comune di Reggio Emilia. Con loro, Deanna Veroni Ferretti presidente di Curare onlus, gli imprenditori Fabio, Fabrizio e Cristian Storchi e il critico d'arte Sandro Parmiggiani curatore della mostra '90 artisti per una bandiera'.

Il sindaco ha sottolineato l'origine della collezione d'arte contemporanea – da oggi visibile nei nuovi spazi del Museo del Tricolore e già esposta dal 2013 a Reggio Emilia, Modena, Torino e Roma nella mostra '90 artisti per una Bandiera' - e il senso della sua donazione al Comune, per farne appunto una mostra permanente: “E' un'operazione di mecenatismo culturale e sociale – dice – che unisce da una parte amore per il nostro Tricolore e per la sua Città attraverso l'arte a noi più vicina nel tempo e, dall'altra parte, solidarietà, senso civico e cura della persona. Siamo grati a Deanna Ferretti Veroni della creazione e promozione della collezione in mostra e alla famiglia Storchi per averla donata al Comune, dopo averla acquistata, permettendo di destinare il ricavato al finanziamento del progetto Mire, il nuovo ospedale Maternità e Infanzia di Reggio Emilia. La nostra gratitudine anche al curatore della mostra, all'architetto progettista della riqualificazione e a tutti coloro che si sono impegnati con professionalità e passione in questo progetto”.

L'intervento

Il progetto di riqualificazione degli spazi di palazzo Casotti – che ha unito restauro architettonico, ampliamento e rifunzionalizzazione degli spazi espositivi al piano terra, azioni di allestimento museologico e museografico, con un investimento di 150.000 euro finanziato dal Comune di Reggio Emilia - si è proposto di semplificare e uniformare la fruizione e l'immagine del nuovo ingresso, dei percorsi e del sistema espositivo del museo, della mostra permanente e dei nuovi laboratori attraverso interventi coerenti tra loro.

In particolare, sono stati realizzati:
  • Un nuovo accesso al Museo del Tricolore - caratterizzante e più consono alla sua funzione - da piazza Casotti, dove il portico diventa parte integrante del Museo del Tricolore venendone a costituire appunto il nuovo ingresso più diretto e meglio fruibile, anche dai visitatori disabili.
    E' stato collocato un volume di ingresso, un 'totem' retroilluminato, sullo spigolo sud-ovest del portico di palazzo Casotti, in modo da renderlo visibile da tutti i quattro punti della piazza, dalle relative vie d’accesso e da piazza Prampolini.
  • L'ampliamento del museo, con l'annessione delle sale espositive del piano terra agli spazi esistenti e con la copertura del cavedio di palazzo Casotti, ricavando così una nuova sala suggestivamente proiettata anche in senso verticale, in grado di ospitare anche opere d'arte di grande dimensione.
    La copertura del cavedio con una struttura in acciaio e vetro, ha permesso di aumentare e rendere fluido lo spazio espositivo.
    Nuovi l'illuminazione e gli intonaci, che rendono meglio leggibili le opere esposte, più chiari e accoglienti gli ambienti.
    E' stata realizzata un'unica 'forma', ripetuta e declinata in variazioni geometriche diverse e coerenti, per il totem di ingresso, per il desk di accoglienza, per i volumi espositivi e i tavoli di lavoro dei nuovi laboratori.
  • Nuovi spazi al piano terra, per laboratori didattici del museo e vari servizi, come guardaroba, il punto ristoro-area merenda e l’area multimediale.
  • Una migliore leggibilità del sistema museale, che si articola su tre piani del palazzo (la parte sviluppata tra il 2004 e il 2006 e quella nuova), integrando e ottimizzando la segnaletica di comunicazione nella zona di ingresso, nel portico e ai vari piani.
    E' stata sostituita la segnaletica verticale con percorsi colorati a terra, che aiutano la fruizione del museo, rendendola chiara e immediata; le porzioni di colore 'a tappeto' poste sui pavimenti (in accordo con la Sovrintendenza ai Beni culturali) identificano i due percorsi principali: Museo e Mostra permanente.
    Inoltre, l'effetto del colore a terra accompagna il visitatore fino alle scale e, insieme con allestimenti anche lungo le pareti delle scale, lo invita a scoprire i piani superiori.
  • Un migliore sistema gestionale e di guardiania del museo attraverso l'installazione di apparecchiature tecnologiche di videosorveglianza, con ripristino e, ove necessario, implementazione del sistema esistente.

Come si articola ora il museo
Rinnovate anche le denominazioni delle sezioni del Museo del Tricolore, più immediate nel riferimento ai contenuti esposti e ai servizi offerti.
Gli spazi riqualificati al piano terra si intitolano Ispirazione Tricolore e aprono il Museo del Tricolore al confronto con l'arte contemporanea e la creatività, con le mostre permanenti, oltre ai laboratori, alle opportunità di incontro e animazione.
Al primo piano, nel corpo del Museo inaugurato nel 2004, la sala Napoleonica è ora denominata Bandiera Tricolore: documenta la storia delle vicende politiche di Reggio Emilia dal 1796 all’inizio della Restaurazione. Il percorso espositivo si snoda su due linee parallele: la storia della bandiera nazionale dalle sue origini alla conquista dell’indipendenza e dell’unità d'Italia, e la storia delle vicende politiche di Reggio Emilia dalla nascita della Repubblica Reggiana alle testimonianze del contributo offerto dai reggiani alle battaglie per il riscatto nazionale.
Al secondo piano, la sala Risorgimentale aperta nel 2006, è ora denominata Italia Tricolore: è documentata la storia della bandiera italiana, che nel corso dei moti insurrezionali e nel biennio 1848-49 viene consacrata come simbolo per eccellenza degli ideali di unità e di indipendenza, si intreccia alle testimonianze del contributo offerto dai reggiani alle battaglie per il riscatto nazionale.
Il percorso si compie nella settecentesca Sala del Tricolore, edificio confinante con il palazzo Casotti. Nella Sala storica, dovuta all'architetto ducale Ludovico Bolognini e voluta dagli Estensi quale archivio generale del ducato (mai utilizzata con questa funzione), il 7 Gennaio 1797 i deputati della Repubblica Cispadana – le città di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia - decretarono e proclamarono la nascita del vessillo verde, bianco e rosso quale emblema della Repubblica, quindi simbolo identificativo e politico-istituzionale della comunità civica e del nuovo Stato.

Un legame che continua
Lions Host Città del Tricolore, che nel 1986 aveva promosso la realizzazione di un museo dedicato alla nascita della bandiera e che con continuità ne ha accompagnato la progressiva evoluzione a Reggio Emilia, in occasione del nuovo ampliamento del Museo del Tricolore e nell'ambito dei suoi progetti rivolti alle giovani generazioni, ha curato la realizzazione dello spazio Laboratorio e realizzato, in collaborazione con la Scuola internazionale di Comics di Reggio Emilia, una Guida per giovani visitatori curata da Veronica Bonacini.

Opportunità per i visitatori e indicazioni
Sono disponibili per i visitatori:
  • La guida breve al Museo del Tricolore, agile strumento di cui è possibile servirsi nel percorso sui tre piani del museo;
  • il sito internet www.musei.re.it per consultare la sezione dedicata al Museo del Tricolore ed alla sua collezione;
  • le Audioguide: dallo smartphone si può accedere al sito www.musei.re.it e nella sezione 'Collezioni/Museo del Tricolore' trovare l'audioguida per la visita alle sale del primo e secondo piano;
  • le fotografie: nel museo si possono scattare fotografie con smartphone, tablet e macchine fotografiche compatte. Non si possono scattare fotografie con macchine fotografiche professionali reflex. E' possibile condividere le foto con i @museicivicire utilizzando gli hashtag #MuseodelTricolore e #museicivicire.

La collezione '90 artisti per una bandiera'

La collezione '90 artisti per una Bandiera' – in allegato il testo introduttivo del curatore Sandro Parmiggiani - è stata ideata nel 2011 da Deanna Ferretti Veroni, presidente di Curare Onlus, in occasione del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia. La collezione è stata donata dalla famiglia Storchi al Comune di Reggio Emilia, dopo che le stesse opere erano state da loro acquisite in una vendita all'asta organizzata con finalità benefiche da Curare Onlus agli inizi del 2016: il ricavato della vendita, 220.000 euro, è stato destinato quale contributo della Onlus alla realizzazione del Mire, l'ospedale Maternità e Infanzia di Reggio Emilia.
Da un lato dunque un'azione di sensibilità sociale in favore della salute e del benessere in particolare della donna e del bambino, dall'altra la donazione alla collettività, per la conservazione e valorizzazione delle opere d'arte — si tratta 86 opere, compresa l'opera 'Libertà con donna a specchio e bandiera' — originali e prodotte ispirandosi a un soggetto specifico — la Bandiera italiana, la cui origine, con il Primo Tricolore, è a Reggio Emilia — create da artisti di rilievo internazionale.
Gli artisti si sono confrontati con i simboli e i valori che il Tricolore rappresenta, generando un legame profondo tra il soggetto delle opere, la comunità nazionale e la città d'origine del Tricolore.
La collezione è composta dalle opere di: Luca Alinari, Pat Andrea, Alberto Andreis, Assadour, Roberto Barni, Davide Benati, Gabriella Benedini, Domenico Bianchi, Alfonso Borghi, Danilo Bucchi, Enzo Cacciola, Giovanni Campus, Eugenio Carmi, Tommaso Cascella, Roberto Casiraghi, Bruno Ceccobelli, Bruno Chersicla, Andrea Chiesi, Pier Giorgio Colombara, Angelo Davoli, Sandro De Alexandris, Giuliano Della Casa, Enrico Della Torre, Lucio Del Pezzo, Fausto De Nisco, Marco Ferri, Ennio Finzi, Giosetta Fioroni, Laura Fiume, Attilio Forgioli, Antonio Freiles, Omar Galliani, Alessandro Gamba, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Marco Grimaldi, Franco Guerzoni, Paolo Iacchetti, Marino Iotti, Emilio Isgrò, Riccardo Licata, Claudia Losi, Luigi Mainolfi, Elio Marchegiani, Mirco Marchelli, Umberto Mariani, Antonio Marras, Carlo Mastronardi, Iler Melioli, Giovanni Menada, Nino Migliori, Elisa Montessori, Pietro Mussini, Hidetoshi Nagasawa, Carlo Nangeroni, Giulia Napoleone, Gianfranco Notargiacomo, Nunzio, Claudio Olivieri, Tullio Pericoli, Lucia Pescador, Oscar Piattella, Pino Pinelli, Graziano Pompili, Concetto Pozzati, Mario Raciti, Bruno Raspanti, Jacopo Ricciardi, Leonardo Rosa, Ruggero Savinio, Antonio Seguí, Giovanni Sesia, Medhat Shafik, Tetsuro Shimizu, Aldo Spoldi, Mauro Staccioli, Tino Stefanoni, Guido Strazza, Ilario Tamassia, Nani Tedeschi, Wainer Vaccari, Valentino Vago, Walter Valentini, Paolo Valle, Wal, William Xerra, Gianfranco Zappettini.

Ciascuno dei 90 artisti coinvolti ha prodotto un'opera originale, partendo da una particolare bandiera, scelta tra quelle donate dal Comune di Reggio Emilia, che nel 2011 furono esposte nella mostra en plein air 'Le strade della bandiera. Reggio Emilia città del Tricolore' inaugurata dall'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione delle Celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.
Si tratta delle bandiere legate al sorgere dell’idea dell’Unità d’Italia: il Tricolore adottato il 7 gennaio 1797 proprio a Reggio Emilia; quelle dell’età giacobina e napoleonica; le bandiere dei moti e delle insurrezioni popolari durante il Risorgimento; quelle degli stati preunitari; le bandiere dell’Unità e del Regno d’Italia; le varie versioni di bandiera adottate della Repubblica italiana, per finire con quelle utilizzate, anche di recente, per obiettivi di grande valore sociale ed etico.
Diverse sono state le modalità di creazione delle opere: alcuni artisti sono intervenuti sulla bandiera stessa o su una sua parte; altri ne hanno utilizzato frammenti per inserirli, attraverso il collage, nei loro lavori; altri ancora ne hanno creata una del tutto autonoma: la bandiera loro assegnata è diventata fonte diretta di ispirazione per i riferimenti di colori, scritte e forme disegnate.