L’elaborazione del Piano Strutturale Comunale si colloca tra due prospettive di riferimento che sono in tensione tra loro e che vanno ugualmente considerate. Da un lato si è chiamati a proiettare lo sguardo nel futuro, a dare spazio all’immaginazione, a ciò che non esiste e che è da costruire. Dall’altro è cruciale collocarsi nel presente, nelle condizioni e contraddizioni in cui si vive oggi, perché da queste emergono orientamenti di ciò che avverrà domani, visioni e attese per quello che potrebbe nascere e si potrebbe far nascere.
Il contesto in cui si colloca la costruzione del Piano è importante che sia quindi letto tenendo presenti una pluralità di dati strutturali forniti da analisi statistiche, demografiche, finanziarie, socioeconomiche, urbanistiche che fotografano assetti e delineano tendenze e al tempo stesso considerando percezioni e valutazioni, che si condensano e circolano tra i cittadini, portatori di vari interessi e visioni, anche attraverso apporti di opinion leader e di gruppi impegnati su particolari questioni. A volte i due punti di vista coincidono e si rinforzano reciprocamente, a volte emergono singolari discrepanze, che non vanno sottovalutate, a volte si differenziano per la diversa rilevanza che viene attribuita ai dati considerati.
Un ulteriore contributo a quel processo di coinvolgimento ed arricchimento reciproco a cui si vuole giungere nella costruzione del nuovo piano urbanistico, è stato raccolto grazie ad oltre venti interviste ad interlocutori rappresentativi del mondo delle professioni, dell’impegno sociale, della formazione, dell’innovazione e della cultura, che hanno messo a disposizione rappresentazioni e valutazioni soggettive sulla realtà di Reggio Emilia che è utile considerare in rapporto ai dati oggettivi rilevati.
In molti casi le osservazioni raccolte dalle diverse “voci” ascoltate, rafforzano e sostengono le rappresentazioni analitiche di contesto rilevate per il Quadro Conoscitivo, in altri casi, al contrario, esplicitano ambivalenze o accentuazioni diverse delle stesse rappresentazioni in relazione alla dimensione percettiva messa in gioco. Un confine tra dinamiche oggettive e percezioni, dunque, esile e influenzabile, da esplorare e considerare, che consegna ambiti di lavoro diversi ma egualmente significativi nella prospettiva di una progettualità condivisa e riconosciuta.
| Precedente | Successivo |