Vediamo ora alcuni esempi di produzioni orali in interlingua, analizzati seguendo lo schema già presentato. E' importante capire la logica dell'analisi, che deve essere sistematica, esaustiva e formulata il più possibile in positivo, cercando cioè regolarità e sistematicità, ciò che i bambini sanno fare e non solo ciò che sbagliano. Per ogni fenomeno discusso occorre fornire alcuni esempi, in modo da mostrare concretamente ciò di cui si parla. Qui verrà indicato tra parentesi anche il numero di riga dove appare l'esempio.
Per facilitare la comparazione abbiamo scelto dati tratti tutti dallo stesso task: raccontare una breve storia per immagini. Nelle immagini, un bambino e il suo papà pescano un pesce nel lago e lo portano a casa. Il papà sta per ucciderlo ma il bambino inizia a piangere. Tornano allora al lago e vi liberano il pesce, che però viene subito mangiato da un pesce più grande.
Può essere un esercizio utile tentare di svolgere prima un'analisi autonomamente e poi confrontarla con quella proposta, che naturalmente non pretende di essere l'unica soluzione possibile, ma un esempio di analisi abbastanza approfondita.
CIN CIN (RF01)
(2007)
1. CIN: è prim(o)? lei and- deve prender pesce andare casa ah deve mangiare pesce,
2. poi quella bambina piangere.
3. e poi andato l’acqua là mettere pesce là dentro.
4. e poi mangiato la grande pesce. ####
(2008)
1. CIN: e:: c’è due persona sono andata e:: prendi un pesce#
2. poi porti casa#e ialo mangia
3. quella bambina non voleva#poi poi m:: i-c’è e c’è suo-
4. RIC:va bene va bene guarda bene le figure
5. CIN:c’è suo padre che p-porta dentro di# portare dentro#dill-l’acqua
6. poi c’è un grande pesce ma-man-mangiato quella pesce#piccolo pesce.
SAMIRA (CE02)
(2007)
1. SAM: Questo Mattè e questo è Alice
2. RIC: Alice?
3. SAM: Alice, Alle, Alle
4. RIC: Alle, ok, vai raccontami la storia.
5. SAM: Matteio ha preso un pesciolino, lo e Alle lo guarda.
6. Matteo lo voleva ammazzare e il bambino piange.
7. Poi lo portò al fiume, lo buttò dentro all’acqua,
8. il pesce era contento?, poi lo squalo lo mangiasse e sono triste.
(2008)
1. SAM: C’era una volta# un bambino. che catturava un pesce#
2. e poi# lo portavano a casa# il bambino lo stava guardando#e poi#
3. RIC: stava guardando chi?
4. SAM: questo bambino stava guardando il pesce
5. RIC: stava guardando il pesce.
6. SAM: allora quando il papà lo voleva tagliare# il bambino s’è messo a piangere#
7. s’è messo a piangere# a piangere e poi s’è messo a piangere.
8. il papà è tornato con il pesciolino e l’ha portato al mare
9. l’ha portato fuori dal secchiello e poi c’era un pesce grosso che lo prendeva
CIN CIN 2007
Competenza comunicativa
Nonostante le forti limitazioni del sistema linguistico, la bambina riesce a esprimere abbastanza chiaramente ciò che ha da dire. Non sono ben chiari i referenti della storia, introdotti da lei. La bambina parla in modo piuttosto lento, anche se non sono presenti molte disfluenze.
Sistema nominale
La storia non offre contesti per produrre nomi plurali, per cui tutti i nomi sono al singolare. Bambina può indicare che nella lettura dell'immagine Cin Cin abbia scambiato il ragazzino per una ragazzina, ma ciò pare molto improbabile. Più facile che la terminazione -a sia stata sovraestesa anche a nomi maschili, una tendenza comune nelle interlingue iniziali, in cui -a diventa la desinenza passepartout. I nomi sono quasi sempre prodotti senza articolo, tranne che in la grande pesce (4). Questo sintagma mostra accordo tra i costituenti, così come quella bambina. Tra i pronomi si segnala il lei (1), con funzione non chiara.
Sistema verbale
I verbi sono perlopiù all'infinito, in alcuni casi introdotto dal modale deve (deve prendere, deve mangiare, 1). Da notare due participi passati non accompagnati da ausiliare, andato (3) e mangiato (4). Il secondo mostra come la bambina sia in grado di alternare due forme diverse sullo stesso verbo (mangiare/mangiato), che indica una prima sensibilità ai fenomeni di coniugazione. Anche il modale deve è coniugato correttamente per persona e numero, ma non è possibile stabilire se sia una formula fissa o faccia parte di un paradigma insieme ad altre voci del verbo.
Sintassi
Le frase sono tutte SVO (soggetto-verbo-oggetto). Molto spesso il soggetto è sottinteso, come consentito dalla lingua italiana, anche se la mancanza di coniugazione del verbo non consente di stabilire se il soggetto sia singolare o plurale, riferendosi alla coppia di protagonisti.
Per esprimere relazioni mancano completamente le preposizioni, anche se sono da segnalare due avverbi locativi, là dentro.
Testualità
L'ordine degli eventi della storia, di per sè abbastanza semplice, viene rispettato. La struttura temporale viene esplicitata mediante primo all'inizio, seguito da una serie di e poi, caratteristici a questa età di una narrazione di eventi sequenziali.
Lessico
Il lessico è semplice ma sufficiente per descrivere i fatti nella loro essenzialità. Anche la scena in cui il bambino piange per l'imminente morte del pesce è resa con un verbo abbastanza specifico, piangere. Cin Cin descrive il lago con acqua, una strategia comunicativa per compensare la lacuna lessicale.
CIN CIN 2008
Competenza comunicativa
In questo caso sono introdotti più chiaramente i protagonisti della storia (due persona), di cui si dice in seguito che sono un bambino e suo padre. Resta invece sottinteso ciò che vanno a mettere in acqua. La produzione pur non essendo del tutto fluente e spigliata, mostra una maggiore capacità di organizzare periodi di una certa lunghezza e complessità.
Sistema nominale
L'unico contesto plurale, due persona, mostra l'incapacità di flettere i nomi al plurale. Cin Cin continua a parlare di bambina. Si nota una maggiore presenza di articoli: in particolare, si dice un pesce (1) o un grande pesce (6) nella prima menzione del referente, che poi viene ripreso come quella pesce (6); cfr anche quella bambina (3), che serve a introdurre un referente secondo Cin Cin a quel punto già noto nella storia (non dimentichiamo che ha 7 anni!). Abbiamo anche l'acqua (5) e il determinante possessivo suo padre (5); solo in un caso il sintagma nominale non è introdotto dal determinante, piccolo pesce (6), che appare comunque alla fine di un periodo molto complesso.
Sistema verbale
Sono decisamente calate le forme non finite del verbo, di cui rimane solo un portare alla riga 5, che però è prodotto come alternativa a porta, mostrando una variazione nei suffissi nella stessa frase; abbiamo anche porti (2), il che dimostra che la bambina ha acquisito la capacità di variare la terminazione del verbo, anche se ciò pare accadere per ora in modo sperimentale, casuale, e non seguire delle regolarità funzionali. Prima apparizione del passato prossimo con ausiliare, sono andata, che mostra un accordo 'a rima' (person-a / andat-a) e non realmente grammaticale (femminile + plurale). Rimane però anche l'uso del semplice participio mangiato (6). La forma base del verbo sembra avvicinarsi di più al paradigma del presente, anche se la scelta delle forme pare piuttosto fissa e non accordata per persona e numero: prevale la terminazione in -i (prendi, porti), ma anche in -a (porta). Molto significativo perché evolutivamente avanzato è l'imperfetto voleva (3).
Sintassi
Molte frasi sono introdotte dalla formula c'è, che ha una funzione presentativa, servendo a introdurre i vari personaggi. In un caso abbiamo anche la costruzione subordinata c'è suo padre che porta dentro (5). Le relazioni spaziali sono espresse perlopiù senza preposizioni, ma si noti il tentativo di porta dentro di - portare dentro dill- l'acqua (5), in cui la bambina mostra la sua incertezza ma anche la consapevolezza che in quel contesto è necessaria una preposizione, che combina con l'avverbio già noto dentro. Le frasi sono più lunghe ed esprimono relazioni più complesse, come in c'è due persona sono andata prendi pesce (1) o c'e un grande pesce mangiato quella pesce piccolo pesce (6).
Testualità
La successione degli eventi è sempre espressa principalmente con il connettivo poi. Notare la manifestazione della coesione attraverso l'uso di un per introdurre i nuovi referenti e quella per richiarmarli in seguito.
Lessico
Il lessico è all'incirca lo stesso della prima rilevazione, dato che la storia stessa non richiede l'uso di molte parole particolari. Si noti però un termine generico come persona e la produzione di aggettivi opporti grande / piccolo per distinguere i due pesci (6).
SAMIRA 2007
Competenza comunicativa
La bambina racconta la storia in modo chiaro: introduce i personaggi dando loro un nome, attribuisce a ciascuno le azioni che portano avanti la narrazione. L'eloquio è abbastanza fluente.
Sistema nominale
Tutti i nomi hanno il genere corretto. Nei sintagmi nominali troviamo accordo con gli articoli (es. un pesciolino, il bambino, lo squalo); non sono presenti sintagmi articolo-nome-aggettivo. Uso frequente e corretto del pronome atono lo (lo guarda, lo voleva ammazzare, lo buttò). Non è chiaro se l'ultima frase sono triste si riferisca alla bambina o, più probabilmente, al papà e la bambino della storia, con sovraestensione di -e come morfema plurale femminile anche al contesto maschile.
Sistema verbale
La bambina dimostra di saper coniugare in verbi in diverse forme: troviamo presente, infinito, passato prossimo, imperfetto e passato remoto. L'oscillazione tra diversi tempi verbali nel raccontare una storia di poche frasi è tipica dei bambini di questa età ed è dovuta a varie motivazioni contrastanti: il presente esprime la descrizione diretta dell'immagine sotto gli occhi. Il passato prossimo ha preso (5) all'inizio della storia indica perfettività (l'azione è ormai compiuta) e anteriorità rispetto alla vignetta seguente, in cui Alle guarda il pesce. Ugualmente il voleva della riga 6 indica un'azione di sfondo (la volontà del padre) che precede l'azione di primo piano del bambino che piange. Nelle righe 7 e 8 Samira usa il passato remoto per descrivere una serie di eventi di primo piano, per i quali risulta motivato il passato remoto, come se fossero gli eventi di una storia. Notare mangiasse, tentativo di formare un passato remoto in analogia con forme quali disse: il passato remoto presenta molte forme irregolari e i bambini cercano spesso di ricostruirle con meccanismi analogici come questo. Infine, Samira torna a parlare nel presente, usando sono triste nell'ultima frase (come si è visto, senza che sia chiaro se la frase sia riferita a lei o, come appare più probabile, ai personaggi).
Sintassi
Le frasi seguono perlopiù un ordine canonico soggetto-verbo-complemento, anche se in molti casi il complemento oggetto espresso dal clitico lo si trova inserito prima del verbo, conformemente alle regole dell'italiano. Efficaci le preposizioni in portò al fiume e buttò dentro all'acqua.
Testualità
Il racconto è esposto chiaramente, seguendo l'ordine delle immagini e introducendo i vari personaggi efficacemente: prima i protagonisti, a cui viene dato un nome, poi un pesciolino (indefinito, referente nuovo), che in seguito viene più volte ripreso con il pronome lo o come il pesce (8). Unica eccezione è lo squalo (8), che viene introdotto con un articolo determinativo anche se è la prima menzione. La sequenzialità cronologica è data dall'ordine delle frasi e dall'uso di poi.
Lessico
Sebbene la storia non richieda l'uso di lessico particolarmente specifico, si notino forme precise come ammazzare o squalo.
SAMIRA 2008
Competenza comunicativa
Il racconto si svolge in modo chiaro ed efficace, a parte la mancata introduzione del papà all'inizio della storia. Il ricercatore chiede chi stessero guardando, ma la domanda non era necessaria, essendo chiaro che si trattava del pesce. Notare anche l'esordio formulaico c'era una volta, appropriato al genere narrativo, e la scelta stilistica di enfatizzare il pianto del bambino attraverso la ripetizione (6-7). Le pause si trovano quasi sempre ai confini di frase, indicando che si tratta di pause di riflessione e programmazione del racconto, e non di vere e proprie disfluenze.
Sistema nominale
Anche qui i nomi sono tutti correttamente flessi per genere e numero e accordati con gli articoli o gli aggettivi (pesce grosso, 9).
Sistema verbale
Scompare il passato remoto, che in effetti viene usato sempre meno dai bambini più grandi per raccontare questo genere di storia. Prevalgono l'imperfetto narrativo (catturava, lo portavano, lo prendeva) e la perifrasi col gerundio (stava guardando), per esprimere azioni durative. Azioni più momentanee o di primo piano sono invece espresse mediante il passato prossimo (s'è messo a piangere, è tornato, l'ha portato). Notare la sicurezza con cui i verbi sono coniugati in tutte le persone e tempi, ad esempio in catturava (1) o lo portavano (2). Segno di buona competenza è anche la perifrasi mettersi a + infinito, osservabile in s'è messo a piangere (6-7), che richiama l'attenzione sull'inizio di un'attività.
Sintassi
Oltre all'uso dei clitici in posizione preverbale, è da segnalare la presenza di frasi relative come un bambino che catturava un pesce (1) e un pesce grosso che lo prendeva (9). Varia e appropriata la scelta di preposizioni, tra cui con, a, al, fuori dal.
Testualità
La storia viene introdotta dalla formula c'era una volta e il personaggio principale, il bambino, viene definito con la frase relativa che catturava un pesce. In seguito, dopo l'interruzione dell'intervistatrice, si torna a parlare di lui come già menzionato, nel sintagma questo bambino (4). Oltre a poi, le frasi sono legate da allora quando (6), che indicano una relazione di posteriorità e simultaneità, complessa da un punto di vista sia linguistico che cognitivo.
Lessico
Si notino parole specifiche come catturava secchiello.
Biografie linguistiche
Cin Cin
Data di compilazione della scheda: giugno '07
a cura di: Annarita Pesce
classe di inserimento: II elementare
Nome dell' alunno/a: Cin Cin, RF01
Sesso: femminile
Paese di provenienza: Cina
città:
regione:
data di nascita: 10-12-1999
in Italia dal: 2005
residenza: RE
iscritto/a nella scuola italiana dalla classe prima.
lingua ufficiale del Paese di provenienza:
scolarizzazione dei genitori:
Lingue utilizzate in famiglia: con la sua famiglia parla il cinese. La sua conoscenza di questa lingua è attiva.
Percorso scolastico precedente: in Italia ha frequentato anche la prima.
L'alunno è andato incontro ad interruzioni nel percorso scolastico? Quali sono i motivi della scelta della classe e della sezione di inserimento:
Età dei fratelli e delle sorelle e loro curriculum scolastico: ha una sorella che frequenta la quinta. E' in Italia da sei anni, si esprime bene in italiano.
Giudizio sintetico degli insegnanti sulle competenze linguistiche e comunicative
Altre osservazioni degli insegnanti: attualmente frequenta al pomeriggio anche una scuola di cinese.
Samira
EC02
Nome dell’alunna: SAM, Samira
Sesso: femminile
Paese di provenienza: Nigeria (solo la famiglia)
Data di nascita: 27/04/2000. È nata in Italia.
Precedenti esperienze scolastiche: ha frequentato due anni di scuola materna parrocchiale.
Lingua ufficiale del Paese di provenienza: Inglese
Lingua utilizzata in famiglia: Inglese e dialetto
Età dei fratelli e sorelle e curriculum scolastico: 1 fratello frequenta la scuola secondaria di primo grado, 1 sorella frequenta la terza primaria, 1 fratello di 12 mesi circa.
Giudizio sintetico dell’insegnante sulle competenze linguistiche e comunicative: Samira è in grado di comprendere messaggi chiari su argomenti familiari, è in grado di descrivere esperienze ed avvenimenti lentamente, ma con forma e struttura della frase abbastanza corrette e complete. La padronanza orale è ricca. Non è autonoma nella scrittura di parole bisillabe. Comprende facili e brevi testi se letti dall’adulto. Scrive con difficoltà (autodettato) parole bisillabe, mentre riesce correttamente se dettate (ben scandite) dall’adulto.