Storia di Reggio Emilia

Ultimo Aggiornamento: 11/03/2017

Età Romana

Nel 190 a.C. Marco Emilio Lepido esercitò la sua autorità di console Romano.
Nel 77 a.C. Cicerone nomina per la prima volta il nome della nostra città.
Durante le dominazioni barbariche nelle divisioni territoriali Reggio appare sede di un ducato longobardo.

Cristianesimo e Alto Medioevo

Verso la metà del secolo IV d.C. si hanno le prime notizie sicure del Cristianesimo reggiano: Valentiniano III (imperatore) proclama la sottomissione del vescovado di Reggio alla Chiesa di Ravenna.
Nel 701 la città si onorò di un insigne monumento: il Tempio di S. Prospero.
Secondo una tradizione orale lo stesso Carlo Magno diede alla nostra città – nel 787 – la facoltà di fondare Scuole pubbliche. Data al 787 la elezione del primo Duca reggiano.
Nel secolo IX si notano le seguenti date storiche: 808 – Carlo Magno conduce prigionieri reggiani in Francia – e 882 – viene costruito il primo Ospedale reggiano –.

Dopo il Mille

Matilde di Canossa (1046 – 1125) dopo nove secoli è ancora una leggenda. Regina di uno stato che si estendeva da Mantova a Lucca, da Firenze al Delta del Po, fu protagonista dello scontro fra Impero e Papato. Importante la sua mediazione affinchè l’imperatore Enrico IV fosse perdonato dal Papa a Canossa, ma solamente dopo aver trascorso tre giorni a piedi nudi sulla neve.
Nel 1127 viene nominato il primo Console; altre cariche nel Comune furono quelle dei Capitani e dei Sindaci.+

L’epoca delle discordie civili e l’entrata in scena degli Este

Dal 1136 vi furono per Reggio anni difficili nei quali la libertà venne perduta per cause diverse. Ma nel 1168 venne riconquistata, quando anche Reggio si unì alla Lega della Gallia Cisalpina, con le altre città di Milano, Piacenza e Cremona.
Nel 1211 venne celebrata la famosa fiera della Ghiara.
Nel 1265 i Ghibellini reggiani vennero cacciati dalla città ed il loro capo fu ucciso in piazza da mercenari dei Guelfi.
Nel 1273 viene costruito un ponte sul Crostolo per dare accesso alla montagna.
Negli anni 1276-78 per la cattiva stagione ed altre cause vi sono malattie e pestilenze: il Comune prende misura di sicurezza.
Nel 1280, dopo prolungate discordie tra Comune e Clero, il Vescovo Fogliani lancia la scomunica al Capitano del Popolo e al Podestà.
Nel 1281 sono ultimate le mura che circondano l’intera città.
Nel 1285 si provvide a costruire un pozzo per tutti in Piazza del Duomo.
Nel 1290, i reggiani, dopo troppe lotte ed incertezze con le città vicine, decidono di sottomettersi liberamente ad Obizzo d’Este, signore di Ferrara.
Gli anni che corrono dal 1296 furono densi di lotta: nel 1301 i Fogliani entrano in Reggio liberando la città dagli Estensi e nel 1306 sono cacciate da Reggio a furore di popolo le truppe di Azzo VII d’Este; venne fondata la Repubblica Reggiana.
Il 4 Ottobre 1326 ha fine il secondo governo e crolla la libertà del Comune.
Nel 1331 è proclamato signore di Reggio il Re di Boemia Giovanni, che lascia la città in balìa del Manfredi e dei Fogliani.
Nel 1339 i reggiani costituiscono la cittadella che occupava l’attuale area dei giardini pubblici; per eseguire il lavoro si abbatterono circa 150 case: la cittadella venne poi circondata da altre mura di difesa
Il 30 giugno del 1409 i reggiani si sottomisero al marchese Nicolò d’Este che governò Reggio fino al 1442.
L’8 settembre 1474 fu una data gloriosa per la nascita del cittadino e poeta Ludovico Ariosto.
Nel 1510 il papa Giulio II lancia la scomunica alla città di Reggio per la resistenza alla sottomissione. Lo stesso Pontefice occupò Reggio due anni dopo e la nostra città, per circa due anni, fu da lui governata.
Nel 1527 infuriò a Reggio ancora la peste che in un anno fece morire più di 7000 cittadini.
Nel 1550 in vista della scarsità degli alimenti viene fatto un censimento: le bocche da sfamare erano 13070.
Nel 1551 per prevenire pericoli ed assalti di sorpresa alla città, vengono distrutte le fabbriche che formavano i borghi della città; gli edifici abbattuti sono più di mille, con molte chiese e palazzi di valore.
Nel 1556 Cornelio Bentivoglio fa bonificare vaste zone di terreno procurando un notevole vantaggio di raccolti.
Nel 1595 si ritiene siano avvenuti i primi miracoli della B. Vergine della Ghiara: uno strepitoso miracolo accade ad un certo Marchino, nato sordo e muto e miracolosamente guarito.
Il governo di Reggio passò al duca Estense Alfonso III nel 1628 e al duca Francesco I nell’anno seguente: erano tempi di grande povertà in città ed in provincia. Gli anni seguenti furono di nuovo funestati da una micidiale peste che fece strage per molto tempo.
Nel 1684 Rinaldo d’Este inizia il suo governo in Reggio; dovrà poi interromperlo per l’occupazione franco-spagnola degli anni 1702-1706.
I primi anni del secolo XVIII sono densi di religiosità. La città possedeva 42 chiese, 23 conventi, 23 oratori. Gli ecclesiastici della Diocesi erano circa 2000.
Nel 1780 si costruiscono 2 ponti: quello sul Secchia a Rubiera e quello di S.Pellegrino sul Crostolo.

Età Napoleonica

La sorte della vita reggiana viene mutata nel 1796 con la costituzione della Repubblica Reggiana, che tuttavia ebbe breve durata. L’anno seguente ha inizio il periodo napoleonico.
Il 5 dicembre venne inaugurato solennemente il Liceo di Reggio: ne fu Presidente Filippo Re.
Il 27 dicembre si riunisce a Reggio il primo Parlamento Italiano con i deputati di Modena, Bologna e Ferrara con gli stessi deputati reggiani; il giorno seguente venne proclamata la Repubblica Cispadana <<una ed indivisibile>>.
Il 1797 non fu meno tumultuoso dell’anno precedente: il 7 gennaio i membri della Repubblica Cispadana dichiarano <<universale>> la bandiera con i tre colori rosso, bianco e verde, che diventerà poi la bandiera dell’Italia unita.
Il 26 giugno Reggio riceve la visita di Napoleone Bonaparte.
Nel 1814 si danno nomi ufficiali alla vie cittadine: molti nomi antichi furono ristabiliti con grande piacere di molti cittadini.

La Restaurazione

Il 27 luglio dello stesso anno entrò solennemente in Reggio Francesco IV: i festeggiamenti durarono sei giorni ed il Comune donò al Sovrano il Palazzo dove ha attualmente sede la Prefettura.
Il 23 febbraio 1831, travestito da religioso, giunse a Reggio il generale Carlo Zucchi per assumere il comando delle forze patriottiche.
Cambio di governo per i reggiani nel 1846: si insedia a Reggio il Duca Francesco d’Este che resse il Ducato da quell’anno al 1859. Il Duca Francesco fu l’ultimo rappresentante di Casa d’Este nel governo della nostra città.
Nel 1848 nel tempio della Ghiara alcuni notai davanti ai rappresentanti del popolo decretano che il ducato di Reggio venisse annesso al Piemonte. Il 21 giugno il Parlamento subalpino rende effettiva tale ammissione.
Nel 1860 si svolge a Reggio il plebiscito per l’annessione della città al Regno d’Italia: risultarono 50012 voti favorevoli e 77 voti contrari.
Il 31 agosto 1862 con decreto n. 814 il Sovrano istituì la Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Il 1900 e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale

Nel 1901 nasceva la Camera del Lavoro che aggregava 202 organizzazioni economiche con quasi 30.000 iscritti.
La conquista del Comune di Reggio nelle elezioni del 1899 e la nomina a sindaco di Alberto Borciani furono il segno di un cambiamento epocale che mutò profondamente il volto della città.
In quegli anni la crescita economica e demografica (la popolazione del Comune passa da 50.000 abitanti nel 1851 ai 70.000 del 1911) impose l’abbattimento delle vecchie mura (avviato già nel 1873) e l’inizio dell’espansione urbanistica verso il forese.
L’amministrazione socialista avviò una serie di municipalizzazioni di servizi(farmacie, acqua, elettricità), mentre la Cooperative di Lavoro si organizzavano in Consorzio nel 1904.
Dopo la parentesi della sconfitta elettorale del 1904-1907, il Comune socialista proseguì nella sua politica di innovazione sia nel settore scolastico che edilizio (la costruzione delle Case Operaie) mentre l’industria iniziava a consolidare la propria presenza nell’economia locale.
La nascita delle OMI (Officine Meccaniche reggiane) ad opera di Giuseppe Menada nel 1901 era un segnale importante anche per il coinvolgimento nell’operazione di capitale non reggiani.
Lo scoppio della prima guerra mondiale accelerò il processo di sviluppo del settore industriale sia per l’attività bellica che nella preparazione di manodopera specializzata che avrebbe contribuito in maniera decisiva allo sviluppo del settore meccanico agricolo.
La fine del conflitto e l’acuirsi della scontro sociale furono vissuti drammaticamente nel reggiano dove la predominanza socialista fu confermata nelle elezioni del 1919. Ma questo predominio non fu sufficiente ad opporsi all’azione dei ceti agrari e industriali che trovarono alleati la piccola borghesia commerciale danneggiata dall’affermarsi della cooperazione di consumo.

La Seconda Guerra Mondiale

La seconda guerra mondiale accelerò il razionamento dei beni di prima necessità (nel 1942 si arrivò a razioni quotidiane di 150 g. di pane al giorno/persona), l’inadeguatezza della macchina bellica fascista, il crollo dei fronti di guerra si ripercossero sulla tenuta del regime. Il grande corteo del 26 luglio 1943 che a Reggio salutò la caduta del fascismo e le feste in tutta la provincia ne furono la conferma.
Il territorio reggiano diviene luogo di formazione di bande partigiane. La prima, quella dei Fratelli Cervi, pagò con l’uccisione dei sette fratelli l’aver anticipato la lotta armata che comunque dilagò, nonostante l’esecuzione di don Pasquino Borghi e di altri otto patrioti.
Il 25 aprile 1945 segna una svolta storica: si ricostituiscono le amministrazioni democratiche prima sotto la guida del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che aveva condotto la lotta armata, poi con le prime elezioni del 1946 con amministrazioni democraticamente elette. Reggio vede subito il predominio del PCI (Partito Comunista Italiano).

Dopo gli anni ‘60

Sul finire degli anni ‘60 Reggio è ormai una città a forte caratterizzazione industriale che tende a svilupparsi urbanisticamente secondo successivi Piani regolatori che cercano di indirizzare le linee di sviluppo. 
Il benessere raggiunto con uno sviluppo equilibrato dei principali settori produttivi porta Reggio ai primi posti nelle classifiche nazionali per livelli di vita ma pone la necessità di nuovi sforzi per il futuro per mantenere e garantire i livelli di eccellenza raggiunti.

Reggio Emilia, piccola grande città d’arte

Una delle cose che ci salta subito all’occhio passeggiando per le vie del centro, è la via Emilia dell’epoca Romana. Sotto una copertura trasparente si intravedono grandi blocchi di pietra a circa due metri di profondità, praticamente intatti.
Nel centro troviamo gli edifici più antichi, risalenti all’epoca medievale.
Una delle chiese più scenografiche è San Prospero (997) sull’omonima piazza. Fu fondata per conservare le reliquie del patrono della città. Accanto possiamo scorgere la Torre Campanaria.
Nella limitrofa Piazza Prampolini (detta anche Piazza Grande) possiamo trovare la Cattedrale romanica, il Battistero, il Palazzo del Monte, la Fontana del Crostolo ed infine il Palazzo Municipale.
Reggio Emilia si pregia del titolo “Città del Tricolore” perchè qui è nata la bandiera italiana, nel 1797 durante la Repubblica Cispadana. 
All’interno del Palazzo comunale troviamo il Museo del Tricolore, la cui visita è obbligata per ogni turista che visita per la prima volta la nostra città.
A cinque minuti da Piazza Prampolini è situato il Teatro Municipale (1857): stile neoclassico, colonne, statue ed atmosfera risorgimentale.
Più antico il Teatro Ariosto. Poco distanti i Musei Civici che contengono una grande raccolta naturalistica, oltre a collezioni d’arte e di archeologia. Da qui si arriva alla chiesa più affascinante di Reggio: la ricca e barocca Basilica della Ghiara e poi al Palazzo Ducale, sede della Provincia e della Prefettura.

Fonti:
Paolo Camellini – Maria Pia Barbolini “Guida di Reggio Emilia – Conosci la tua provincia”
Edizioni GES – Bologna, 1982