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Affido familiare

Ultimo Aggiornamento: 02/24/2014


"Il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, nonostante gli interventi di sostegno e aiuto disposti ai sensi dell’articolo 1, è affidato a una famiglia, preferibilmente con figli minori, o a una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno.” (articolo 2 legge 149 del 28 marzo 2001, a modifica legge 184/83).
L’obiettivo è garantire ai bambini e ragazzi un contesto abitativo sereno e sostenere la famiglia d’origine in modo che ricostruisca con loro un rapporto sano e proficuo. Si tratta di un intervento temporaneo, che prevede il rientro nella famiglia d’origine, quando si siano generate le condizioni necessarie.

L’affido può essere consensuale, cioè attivato col consenso della famiglia di origine e sentito anche il bambino coinvolto, se ha compiuto 12 anni o se comunque opportuno, o giudiziale, cioè disposto dal Tribunale per i minorenni in mancanza dell’assenso dei genitori.
L’affido può essere a tempo pieno, ma anche a tempo parziale (solo diurno, o solo per certi giorni della settimana ecc.); per questo la disponibilità degli affidatari può essere diversa.

L’affido deve prevedere sempre un progetto, che individui le motivazioni per cui viene attivato, il periodo presumibile di durata, i rapporti tra famiglia di origine e famiglia affidataria, le modalità di vigilanza ecc.

Percorso di affido
Le persone che desiderano diventare affidatarie possono partecipare ai gruppi informativi sull’affido, dove si presenta l’esperienza dell’affido, fornendo le informazioni necessarie per sostenere una scelta consapevole. Successivamente il percorso di conoscenza e approfondimento può continuare, con incontri di approfondimento con l’assistente sociale del Polo di appartenenza e lo psicologo dell’azienda Ausl, per ottenere l’idoneità all’affido e per poi definire a quale tipo di affido la famiglia o la persona singola possono essere diponibili.
Tali disponibilità vengono abbinate con le esigenze dei bambini e delle famiglie d’origine, in modo da individuare il miglior affido possibile; dopodiché si procede con l’inserimento nella famiglia affidataria.

I Poli Sociali Territoriali e lo psicologo dell’Azienda U.S.L. collaborano nella gestione del “percorso affido”, continuando a seguire periodicamente l’andamento dell’esperienza.

A chi rivolgersi
Polo di Servizio Sociale Territoriale competente per territorio.
Dove rivolgersi
Polo Sociale di Appartenenza