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Progetto Università Ventuno: i ragazzi disabili potranno frequentare il corso di laurea in Scienze dell'educazione

Ultimo Aggiornamento: 10/28/2015

Oggi è stato presentato a palazzo Dossetti (Università degli studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore) il nuovo progetto dell'associazione 'Università Ventuno onlus', che, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, Unimore, il dipartimento di Scienze umane della facoltà di Scienze dell'educazione e l'Azienda unità sanitaria locale di Reggio Emilia, vuole offrire a ragazzi portatori di disabilità cognitivo-comportamentale l'opportunità di frequentare il corso di laurea in Scienze dell'educazione.

Hanno detto
Alla presentazione del progetto hanno partecipato Matteo Sassi, vicesindaco e assessore al Welfare del Comune di Reggio Emilia, Giorgio Zanetti professore ordinario del dipartimento Educazione e scienze umane, Enrico Giliberti, ricercatore universitario del dipartimento Educazione e scienze umane, Loretta Melli presidente dell'associazione Università Ventuno onlus, con il figlio Jacopo Maria Vandelli - che ha terminato con successo un percorso universitario dal quale è nata l'idea di Progetto Ventuno - e Rossana Cavatorti, vicepresidente dell'associazione Università Ventuno onlus e tutor coordinatore alla facoltà di Scienze della formazione primaria. Inoltre Laura Mauri, responsabile Servizio handicap adulti Ausl di Reggio Emilia, la docente Emanuela Bertani e due educatrici del dipartimento Educazione e scienze umane che si occupano del progetto.

“Questo progetto, al quale il Comune ha creduto sin dalle sue origini – ha detto il vicesindaco Sassi – parte da un caso di successo, quello di Jacopo, da genitori e volontari che hanno deciso, con dispendio di energie e forze, di intraprendere un percorso e dalla collaborazione con i servizi socio-sanitari e dell'Ausl e del mondo universitario. Un percorso educativo e pedagogico che consente nuovi ingressi, aprendo una 'breccia' su questo tema.
“Ho due certezze rispetto alla disabilità – ha aggiunto il vicesindaco – La prima è che la condizione di disabile è spesso il frutto di barriere, non solo architettoniche o fisiche, ma anche culturali e sociali. La seconda, che viene dal dialogo costante dell'Amministrazione con i servizi socio-assistenziali e sanitari, è che i servizi stessi, pur straordinari, si trovano sempre più spesso davanti a sfide nuove, a una realtà che cambia in fretta e che richiede adeguamenti spesso complessi. Con il progetto Università Ventuno il Comune vuole appoggiare lo sforzo di poter individuare percorsi alternativi, sociali e educativi, per contribuire a dare risposte ai nuovi e articolati bisogni della disabilità e della comunità nel suo complesso”.

Il professor Zanetti ha sottolineato l'importanza del progetto all'interno del dipartimento di Educazione e scienze umane: “L'iniziativa ha portato dei risultati concreti per lo studente sul piano dell'apprendimento e delle relazioni che ha potuto stringere nell'ambiente università. È bene che il mondo universitario esca dai propri laboratori e verifichi ciò che si elabora fuori, che sia in contatto con le esigenze e i problemi e con la comunità stessa. Esperienze di questo tipo generano dei risultati importanti, che fanno di questo progetto uno dei modi attraverso cui l'università partecipa alla vita della città in cui è radicata”.

“Questa iniziativa non è finalizzata a conseguimento della laurea da parte dello studente con disabilità – ha aggiunto il ricercatore Giliberti – anche perché molti di coloro che accedono a Università Ventuno magari non hanno conseguito il diploma superiore. Quello che vogliamo offrire è invece un percorso formativo, di qualità, per imparare cose che possano servire ai ragazzi per vivere con più autonomia in futuro”.

La dottoressa Mauri ha evidenziato che “questo progetto nasce chiedendo ai Servizi di esserci, di collaborare, di definire direzioni e obiettivi in modo congiunto. Jacopo non ha solo fatto amicizia all'interno dell'università, ma ha faticato, si è impegnato, ha imparato e ora è più grande e maturo, questo grazie al percorso personalizzato che abbiamo costruito insieme. Un'esperienza che speriamo abbia un seguito in altre, che prosegua affiancando la nostra solita rete di servizi consolidata nel nostro territorio”.

Il progetto
Il progetto Università Ventuno è di individuare e pianificare il percorso dello studente disabile, una volta giunto al termine del ciclo di scuola superiore, perché possa essere inserito a pieno titolo nell'ambiente universitario, senza difficoltà o problemi di gestione pratica e organizzativa. Il percorso prevede una prima fase di 'selezione' dei candidati interessati e con caratteristiche idonee, dopo la quale si procede a un colloquio con i ragazzi stessi e con la famiglia, per valutare insieme come proseguire: si individuano gli insegnamenti che suscitano l'interesse e stimolano la curiosità del candidato, e si definisce poi un possibile orario di frequenza, dove lo studente sarà affiancato costantemente da un educatore laureato in Scienze dell'educazione. Gli educatori avranno anche il compito di tenere i contatti con i docenti di dipartimento per definire insieme a loro i contenuti da approfondire e le modalità di svolgimento delle verifiche d'esame, mentre una Commissione docenti di Università Ventuno farà la supervisione al percorso della coppia studente-educatore, tenendo in osservazione il progetto di ogni singolo ragazzo.
Con la 'frequenza protetta' al Corso di laurea si dà l'opportunità a ragazzi con disabilità cognitivo-comportamentale di essere inseriti in uno spazio stimolante, a contatto con coetanei con i quali far nascere relazioni, e si offre la possibilità di sentire valorizzate le loro abilità cognitivo-relazionali. È un 'diverso modello educante' oltre che un'opportunità anche di sensibilizzazione per tutta la comunità universitaria.

L'idea dell'associazione 'Università Ventuno Onlus' nasce dall'esperienza diretta di una madre, Loretta Melli, che ha sperimentato un percorso universitario per Jacopo, il proprio figlio con una disabilità cognitivo-comportamentale: insieme hanno frequentato il triennio della facoltà di Scienze dell'educazione dopo avere scelto, di concerto con i docenti, gli insegnamenti più adatti da seguire, il monteore di lezioni e aver fatto le verifiche finali dei contenuti affrontati.

Tra i soci fondatori la presidente Loretta Melli e il figlio Jacopo Maria Vandelli, la vicepresidente Rossana Cavatorti, tutor coordinatore alla facoltà di Scienze della formazione primaria, i docenti associati Emanuela Bertani, Cinzia Conti, Sara Mezzetti insieme a Rosa Ruggiero, Silvia Comodi, Serena Masiero e Maddalena Zanardi.