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Accendiamo il futuro - La Banda Ultralarga a Reggio Emilia

Ultimo Aggiornamento: 06/13/2017

L'estensione della Banda Ultra Larga è uno degli obiettivi legati alle politiche di diffusione delle nuove tecnologie a livello europeo e a livello nazionale.
Il piano BUL di Reggio Emilia si allinea al piano strategico nazionale ed in particolare all'obiettivo di portare ad almeno 100 Mbps la copertura di sedi ed edifici pubblici.
41 chilometri di cavo, 127 siti serviti (scuole, servizi sanitari e comunali, centri di ricerca): questo progetto è decisivo per implementare educazione, formazione, ricerca, attrattività di investimenti e quindi economia e lavoro, servizi sociali e sanitari.

La Banda Ultralarga a Reggio Emilia
Il Comune di Reggio Emilia rientra nel progetto regionale di estensione della Banda Ultra Larga.
L'investimento economico e il conseguente investimento in infrastrutture è consistente - circa un milione di euro - sostenuto da Comune di Reggio Emilia (oltre 506.000 euro) e Regione Emilia-Romagna, per mezzo della infrastrutturazione di Lepida spa, per la restante parte.

Fasi 1 e 2
Legenda:

Il progetto - che persegue l'obiettivo di evitare la duplicazione di reti ad uso delle Pubbliche Amministrazioni, valorizzando il territorio con una infrastruttura che supporti lo sviluppo del sistema pubblico - intende collegare le scuole con almeno con 1 Gbps, in modo da favorire la crescita uniforme di tutto il territorio beneficiando di banda ultra larga per tutte le attività amministrative e didattiche.
Il Piano si articola in tre fasi:

  • nelle fasi 1 e 2, che saranno attivate intorno a luglio 2017 (fine lavori prevista per febbraio 2018) e in cui saranno utilizzate per la maggior parte le infrastrutture esistenti, si collegheranno alla Banda ultra larga 127 sedi che includono fra l'altro uffici pubblici, scuole (compresi gli istituti del forese) e istituti comprensivi, Tecnopolo e Sanità. Sono previste due infrastrutture di diffusione ad anello – uno esterno e uno più centrale, con una serie di 'chiusure' a connessione degli anelli, dalle quali partiranno 'sbracci di dorsale' che andranno a penetrare con la Banda ultra larga anche le zone più esterne della città;
  • la successiva fase 3 interesserà quartieri e zone più esterne della città, eventualmente anche ricorrendo a collegamenti via radio.
Obiettivi regionali e nazionali
Il 3 marzo 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato la Strategia italiana per la banda ultralarga con l'obiettivo di colmare il ritardo digitale del Paese rispettivamente sul fronte infrastrutturale e nei servizi, in coerenza con l'Agenda Digitale Europea. 
Con delibera numero 606 del 28 aprile 2016, la Giunta regionale ha dato il via libera a finalizzare la convenzione con il Governo, secondo la quale il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) destinerà 180 milioni alle aree bianche, cioè le aree periferiche dove gli operatori non investono perché a fallimento di mercato e dove internet ultra veloce arriverà solo grazie ai finanziamenti pubblici.
I nuovi finanziamenti pubblici andranno quindi ad integrare gli investimenti che gli operatori privati faranno nelle aree nere (circa 300 milioni), cioè quelle aree dove gli operatori privati investono in prima persona e senza alcun finanziamento pubblico perché il numero di utenze garantisce loro il ritorno sugli investimenti.
In particolare, la Regione integrerà 75 milioni di euro per effettuare un unico intervento di bando per la realizzazione e la concessione di gestione all’ingrosso della rete.