Impianto Forsu-Biometano

Ultimo Aggiornamento: 11/08/2017

Il Gruppo Iren ha in progetto la realizzazione e gestione sul territorio reggiano di un impianto a Biometano da Forsu (Frazione organica dalla raccolta differenziata di Rsu) in grado di ricevere la raccolta delle tre provincie emiliane di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. L'impianto di "digestione anaerobica" della frazione organica con successiva raffinazione del gas in biometano pone Reggio Emilia all'avanguardia in tema di ricerca e innovazione riguardo a energie rinnovabili, mobilità e trasferimento tecnologico, attuando principi di economia circolare in un'ottica di rispetto dell'ambiente e valorizzazione completa delle risorse.

Di cosa si tratta

Gli sforzi che i cittadini di Reggio Emilia stanno compiendo per raccogliere l'organico con il sistema porta a porta e convogliarlo verso il riutilizzo confluiranno tutti, assieme a quelli dei cittadini delle altre provincie coinvolte, verso l’impianto Iren Forsu.
L'impianto di produzione del biometano - che sorgerà su di una superficie di circa 12 ettari (120.000 metri quadrati) in località Gavassa, in adiacenza alla carreggiata Nord dell’autostrada A1 ed alla linea dell’Alta velocità ferroviaria - provvederà al trattamento e al recupero della frazione organica da raccolta differenziata con produzione di biogas e compost da utilizzare in agricoltura (ammendante compostato misto). Il biogas prodotto sarà sottoposto ad un trattamento di affinamento (upgrading) per produrre biometano per autotrazione o in subordine da immettere nella rete di distribuzione del gas naturale; una parte residuale di biogas sarà utilizzato per produrre energia elettrica per gli autoconsumi.
La produzione complessiva dell’organico da raccolta differenziata nei territori delle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia è previsto che si attesti nei prossimi anni a circa 100.000 tonnellate l'anno (produzione pro-capite di 90 chilogrammi per abitante l'anno); la produzione complessiva della frazione verde nei territori delle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia è previsto che si mantenga nei prossimi anni a circa 150.000 tonnellate l'anno. L’impianto è in grado quindi di soddisfare pienamente la produzione di Forsu del territorio, mentre la frazione verde eccedente la potenzialità operativa sarà inviata presso impianti terzi.

Economia circolare realizzata sul territorio reggiano

In questo progetto, si realizza una vera e propria economia circolare dei materiali. Non esistono 'scarti' e i componenti biologici della frazione organica sono "digeriti" e poi compostati per produrre compost di qualità. L’energia chimica estratta tramite il processo di digestione viene concentrata appunto in un vettore energetico, il biogas, che viene trasformato in biometano utilizzato per l’autotrazione.
Il biometano prodotto evita 17.250 tonnellate di CO2 corrispondenti all’assorbimento di 3.450 ettari di bosco, pari ad una superficie boscata corrispondente, ad esempio, alla superficie dell’intero comune di Castelnuovo di Sotto.
La quantità di biometano prodotta nella configurazione finale potrebbe coprire il fabbisogno di gas naturale per riscaldamento di circa 4.600 famiglie, alimentare 7.600 autovetture (con percorrenza media di 15.000 chilometri l'anno), oppure alimentare 190 autobus (con una percorrenza media di 50.000 chilometri l'anno). Per i mezzi che utilizzeranno il biometano, la mobilità sarà completamente sostenibile, in quanto l’impatto ambientale delle emissioni sarà nullo provenendo da fonte completamente rinnovabile.

Prestazioni ambientali

Il compostaggio e la digestione anaerobica della Forsu avviene in ambienti confinati e adeguatamente controllati, ove viene garantito l’abbattimento delle emissioni odorigene in tutte le fasi del ciclo di lavorazione.
Nella progettazione sono state previste tecniche di aspirazione delle arie esauste e di abbattimento delle emissioni odorigene, con sistemi di biofiltrazione coadiuvati da scrubber. L’aria di processo viene immessa in quota per facilitare la dispersione delle emissioni.
L’impianto, inoltre, è stato adeguatamente dimensionato in base alle reali esigenze del territorio e rispetta le migliori tecnologie disponibili (Bat). All’interno dell'area è prevista un’alberatura con essenze autoctone, volta a schermare parte del recinto ed a fornire un polmone verde-bosco urbano. Sarà previsto inoltre un percorso didattico per la visita delle scuole e dei visitatori.

Gli attori in campo

Il progetto nasce su impulso del Comune di Reggio Emilia, che sviluppa strategie e programmi specifici su mobilità sostenibile e innovazione, e grazie alle competenze ed alla proficua sinergia tra Centro ricerche produzioni animali (Crpa), Iren Ambiente e Società emiliana trasporti autofiloviari (Seta).
Si tratta dunque di un progetto articolato, che prevede l'ammodernamento degli autobus di Seta per il trasporto locale finalizzato all’utilizzo di un vettore energetico, il biometano, come combustibile; si basa e si avvale di un programma di ricerca e innovazione di Crpa, i cui laboratori hanno sede nel Tecnopolo di Reggio Emilia, finalizzato alla produzione di biometano; coinvolge Iren Ambiente per la progettazione, realizzazione e gestione di un impianto per il trattamento e recupero della frazione organica (Forsu) da raccolta differenziata, con produzione di biogas raffinato in biometano e compost di qualità da utilizzarsi per le coltivazioni agricole del territorio.
L’investimento previsto da parte di Iren è di circa 54 milioni di euro. Da parte di Seta, l’investimento complessivo (acquisto mezzi e realizzazione della stazione di rifornimento) ammonta a circa 11 milioni di euro. Il risparmio economico passando dal gpl al biometano è quantificabile in circa 3-4.000 euro l’anno per ogni bus

Percorso urbanistico di approvazione

Il progetto, corredato degli elaborati di variante agli strumenti urbanistici – Piano strutturale comunale e Regolamento urbanistico edilizio - del Comune di Reggio Emilia e del testo del nuovo Accordo territoriale tra gli Enti coinvolti, verrà depositato per la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) in Regione, che ne curerà l’istruttoria e la pubblicità. La conclusione dell’iter avverrà con delibera di Giunta regionale e determinazione da parte di Arpae. 
La Provincia e il Comune di Reggio Emilia esprimeranno parere di conformità sulla variante urbanistica all'interno della procedura di Via, e congiuntamente ai Comuni di San Martino in Rio e Correggio approveranno l'accordo territoriale così come variato.