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Bilancio comunale di genere - 2013

Ultimo Aggiornamento: 04/03/2014

Gli enti locali rappresentano gli ambiti privilegiati per attuare i principi dell’uguaglianza, per mettere in pratica livelli d’intervento più idonei per promuovere una società veramente equa. La parità di genere è un valore fondamentale per la stessa democrazia e le amministrazioni locali possono produrre azioni concrete con un impatto immediato nella vita quotidiana delle persone. Un impegno che, negli anni, non è mai venuto meno da parte del Comune di Reggio Emilia, e che viene ben rappresentato dal “Bilancio di genere”, strumento di buon governo rispetto all'obiettivo di equità fra i generi, la cui importanza è richiamata dallo stesso Parlamento europeo che, nel giugno 2003, poneva l'accento sulla necessità di “inserire la prospettiva di genere a tutti i livelli del processo di costruzione dei bilanci pubblici” e “ristrutturare le entrate e le uscite al fine di promuovere l'uguaglianza tra i sessi”. Uno strumento che consente l'attivazione di nuovi processi di ascolto e di proposte di intervento, poiché il diverso ruolo di donne e uomini nella società civile e nella famiglia originano diversi servizi offerti dalle amministrazioni locali.

Bilancio di genere - 2013I dati 2013 sulla differenza di genere, elaborati dall’Osservatorio Politiche del Comune di Reggio Emilia, restituiscono significative informazioni sui cambiamenti e le trasformazioni che la figura femminile ha subito in questi ultimi anni e su quanto è ancora necessario lavorare per ottenere una vera parità.
Gli indicatori di genere che saranno utilizzati per redigere il prossimo Bilancio comunale sono stati illustrati oggi alla stampa dalle assessore al Bilancio Filomena De Sciscio e alla Cura della comunità Natalia Maramotti, dalla dirigente del Servizio programmazione e controllo Lorenza Benedetti e da Barbara Guarniero, dell'Osservatorio Politiche comunali.
“Come si evolve la comunità e quale ruolo ha la donna in questi cambiamenti, per capire come indirizzare le politiche e risorse comunali. É questa la finalità di questo nuovo strumento, un'analisi statistica degli aspetti territoriali che per la prima volta costituirà uno dei documenti di supporto al bilancio”, ha detto l'assessore De Sciscio, ricordando che dai dati emerge chiaramente come la situazione delle donne sia, anche nel nostro territorio, in rapida evoluzione. Un'evoluzione che richiede una lettura corretta, non neutra e generica della situazione sociale ed economica. “Ad esempio – ha sottolineato Maramotti – riguardo ai tassi di disoccupazione, un tema dove è ancora alto lo 'spread' tra uomini e donne, quando invece l'Europa indica l'obiettivo di una drastica riduzione entro il 2020. Fare governance del territorio è anche questo: impostare lo sviluppo economico non più secondo la categoria della forza-lavoro, bensì della valorizzazione di tutto il capitale umano della comunità”.

Gli indicatori
Partendo dalla popolazione, i dati dicono che a Reggio Emilia il 22,3% delle donne ha più di 65 anni e che è particolarmente significativa la presenza di donne ultra 85enni.
Nel 2013 sono stati celebrati 458 matrimoni (dei quali 114, il 25%, con almeno uno straniero), dei quali 280 civili e, considerevolmente diminuiti, 178 religiosi.
Sono inoltre aumentate le donne nubili (7158 in più) e le divorziate (1223 in più).
In aumento le donne straniere, che sono arrivate al 18% delle donne residenti.
La tipologia di famiglia prevalente è quella composta da una persona (42%), mentre le donne sole sono il 19,8% del totale delle donne residenti a Reggio e le madri sole sono nettamente prevalenti (84%) rispetto ai padri soli.

Nel campo dell'istruzione, dalle medie alle superiori le studentesse dimostrano performance decisamente migliori rispetto ai loro compagni e, se si passa all'università, l'incidenza della popolazione scolastica femminile, a Reggio, è del 64,5%.

Per quanto riguarda il lavoro, il tasso di occupazione femminile è del 60%, contro il 74% di quello maschile. Ancora lontano dal 75% che costituisce l'obiettivo europeo per il 2020. Tra gli iscritti al registro delle imprese, solo il 25% è rappresentato da donne, impegnate prevalentemente nel settore dei servizi.
Anche il reddito segna una differenza netta tra uomini e donne reggiane. Nel 2011, il reddito imponibile medio maschile era infatti il 31% in più rispetto a quello femminile (31.290 euro contro 21.517 euro).

Riguardo ai temi della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, i servizi a sostegno delle famiglie con bambini consentono un tasso di scolarizzazione del 41,8%, grazie ai 28 nidi d'infanzia (pubblici e privati), che sale all'86,2% con le 65 scuole d'infanzia offerte dal territorio reggiano.
Per quanto riguarda, invece, le persone anziane, sono 1057 (il 26,1% del totale) le donne oltre gli 85 anni di età seguite dai servizi sociali.

Una menzione a parte richiede il capitolo della violenza contro le donne, rispetto al quale le Nazioni unite ricordano che in Italia “persistono profondi stereotipi che hanno un impatto schiacciante sul ruolo della donna”.
Nel 2013, sono state 2.403 le donne che si sono rivolte a un centro antiviolenza in tutta la regione Emilia Romagna, mentre a Reggio Emilia, fino ad oggi, più di 3.000 sono state le vittime di violenza e maltrattamento che che hanno transitato nella Casa delle Donne, dove nel 2013 gli accessi sono stati 340 e le consulenze gratuite 83.