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Zone 30 (Z30) e Zone Residenziali a Traffico Moderato (ZRTM)

Ultimo Aggiornamento: 11/13/2010

Le zone residenziali a traffico moderato, o ‘calmo’ - introdotte negli anni ’70 in diversi Paesi nordeuropei e successivamente adottate nel resto del continente -, sono generalmente caratterizzate dall’introduzione del limite di velocità di 30 km/h su tutte le strade che le attraversano (da qui la denominazione “Zona 30”), garantendone il rispetto attraverso l’introduzione di appositi dispositivi o misure di moderazione del traffico, differentemente configurati a seconda del contesto.
Numerose ricerche condotte nei Paesi che hanno adottato tale approccio ormai da diversi decenni, anche in modo diffuso in ambito urbano (Paesi Bassi, Germania, Francia, Danimarca e Svizzera, per citare i casi più rilevanti), evidenziano che la creazione di tali zone produce significativi effetti positivi, sia sulle condizioni di sicurezza degli utenti deboli della strada che degli stessi automobilisti. L’introduzione del limite di 30 km/h non si traduce infatti solo in una riduzione delle velocità di punta, ma anche in una migliore e più sicura negoziazione dei conflitti tra veicoli agli incroci, omogeneizzando le velocità intorno a valori medi e aumentando di conseguenza la sicurezza, a fronte di tempi di percorrenza effettivi solitamente invariati.

Al fine di indirizzare verso soluzioni efficaci la futura creazione di Z30 / ZRTM sulla quasi totalità del contesto urbano prevista dal PUM, traendo spunto dalle esperienze condotte nei Paesi sopracitati, è opportuno portare innanzitutto in primo piano tre fondamentali obiettivi da perseguire:
  • evidenziare e caratterizzare attraverso opportuni dettagli progettuali (per esempio: restringimenti della carreggiata, attraversamenti pedonali rialzati, introduzione di piantumazioni ed elementi di arredo urbano, ecc.) i punti di accesso a tali zone (“porte”), per sottolineare la necessità di modificare i comportamenti di guida;
  • eliminare il traffico di attraversamento, anche se di modesta entità, attraverso opportune modifiche nella gestione della circolazione (per esempio: creazione di sensi unici contrapposti, introduzione di divieti di accesso, ecc.), per favorire all’interno di tali zone la mobilità non motorizzata;
  • impedire “fisicamente” il raggiungimento di velocità di guida elevate, attraverso l’introduzione di apposite misure di moderazione del traffico (per esempio: restringimenti e rialzamenti della carreggiata, chicanes, ecc.)

Nella creazione delle Z30 / ZRTM , come evidenziato dalle migliori esperienze progettuali in materia, il perseguimento di tali obiettivi potrà essere inoltre positivamente ed efficacemente integrato da interventi di riqualificazione dello spazio pubblico, più specificatamente finalizzati a migliorare la qualità ambientale delle strade e delle piazze dei quartieri cittadini e favorirne la fruibilità da parte delle utenze non motorizzate, in primo luogo pedoni e ciclisti (per esempio: trattamento delle superfici, introduzione di elementi di verde urbano e di arredo, di aree per la sosta e il gioco, ecc.).

Per ciò che riguarda più in dettaglio l’introduzione dei dispositivi di moderazione del traffico all’interno delle Z30 / ZRTM, è possibile procedere in modo graduale, definendo però le priorità a partire dall’individuazione e trattamento dei punti d’accesso, che come già sottolineato richiede la predisposizione di specifiche misure di riduzione della velocità.

Il trattamento e l’eventuale ri-disegno delle strade interne a tali zone potrà invece essere intrapreso per fasi successive, correlate anche alla programmazione degli interventi e delle opere di manutenzione straordinaria della carreggiata e dei sottoservizi.

Si potranno prevedere dispositivi semplici, da collocare con regolarità a segnalare punti singolari o situazioni che richiedono una modifica delle condizioni di guida. Tali dispositivi potranno, in un primo tempo, specie nelle situazioni caratterizzate da un certo livello di pericolosità, essere realizzati con modalità temporanee, volte ad anticipare l’assetto stradale previsto a regime.

La messa in opera dei diversi dispositivi di moderazione potrà invece essere prevista sin dalle prime fasi di attuazione nelle aree soggette a trasformazione urbanistica.