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Le origini

Ultimo Aggiornamento: 10/01/2012

Nel 1960 gravi repressioni si verificano sia in Sudafrica a Sharpeville che in Mozambico a Mueda.

Ma quell’anno anche in Italia, tra l’altro proprio a Reggio Emilia, si registrano drammatici scontri di piazza nei quali rimangono uccisi cittadini inermi.
Questa coincidenza Ŕ in qualche modo il segnale di un nuovo collegamento intercontinentale, che vede protagonista della politica una nuova generazione che guarda al mondo.
╚ in questo contesto che matura l’originale e per certi versi straordinaria esperienza della solidarietÓ e della cooperazione Reggio-Africa.

Nel 1963 il neoletto sindaco Renzo Bonazzi incontra Amilcar Cabral e Marcelino Dos Santos a Varsavia ad un Convegno dei Partigiani della pace e mantiene con loro una corrispondenza.
Per capire come negli anni successivi maturi il legame specifico tra Reggio e il Mozambico, che porta poi all’invito degli amministratori reggiani alla conferenza di Roma del giugno 1970 e, giÓ il mese successivo, al varo dei programmi di aiuto sanitario, occorre per˛ tener conto di diversi livelli di relazione.
Innanzitutto, come accennato, il legame tra le persone: tra Bonazzi e Dos Santos; ma anche tra Giuseppe Soncini, consigliere d’amministrazione dell’Arcispedale di Reggio Emilia, e Silvio Pampiglione, epidemiologo bolognese dalla lunga esperienza nei paesi africani; o tra i militanti dei movimenti di liberazione che studiano in Italia e i rappresentanti dei movimenti giovanili locali.
In secondo luogo la rete di associazioni e gruppi che in quella fase anche a Reggio fanno della lotta antifascista e antimperialista il centro della battaglia politica; e che vedono nella causa delle colonie portoghesi un fronte d’avanguardia di quella lotta.
Infine, da non dimenticare, l’azione internazionale svolta in quegli anni dalla politica e dagli enti locali, particolarmente attenta alle vie nazionali elaborate dai paesi africani.