16 luglio 2004: Discorso d'insediamento del Sindaco

Ultimo Aggiornamento: 08/01/2006


Proposta degli indirizzi generali di governo e delle linee programmatiche

“Signori Consiglieri Comunali ho la responsabilità di presentare alla discussione, in questa seduta consiliare,gli indirizzi generali e le linee programmatiche della nuova Giunta Comunale, espressione di un’ampia maggioranza consiliare, a sua volta frutto di un risultato elettorale chiaro. Risultato che ha decisamente premiato la coalizione composta da una pluralità di forze politiche, da quelle che si riconoscono nell’Ulivo a Rifondazione Comunista. Ciò in sintonia e dando un piccolo contributo alla tendenza nazionale dell’elettorato a rafforzare complessivamente le forze di opposizione al Governo Berlusconi, che ambiscono a proporre un nuovo assetto per il nostro paese.

Penso che a livello nazionale e anche a livello locale sia stata premiata la politica, l’interesse per le questioni inerenti la vita quotidiana delle persone e della città, i grandi problemi che travagliano l’uomo moderno ed il mondo contemporaneo, a cominciare dai problemi della pace, dell’ambiente, c’è un movimento di persone che si sentono impegnate a rappresentare valori, esperienze ed idealità, che hanno ripreso vigore, hanno ripreso con forza ad essere evocate nel conscio e nell’inconscio collettivo. La politica ha ripreso a manifestarsi come necessità imprescindibile per affrontare i grandi e i piccoli problemi delle nostre comunità, per la credibilità dei programmi, per le persone indicate a portarli avanti. E qui risiede uno dei più importanti segnali giunti anche a Reggio Emilia dal risultato elettorale.

Tutte le forze si sono cimentate nel confronto elettorale per ascoltare i cittadini e le loro espressioni civili, culturali e politiche, per colmare deficit di rapporto con la cittadinanza, per sforzarsi di conciliare interessi particolari ed interessi generali, bisogni individuali e progetto. Vi è stata dunque in questa campagna elettorale uno sforzo di rinnovamento della politica, che questa Amministrazione, questa coalizione politico-amministrativa, intende gelosamente salvaguardare e sviluppare, impegnandosi ad affermare sempre più diritti e responsabilità, ed individuare forme di governo confacenti a questa visione, assumendo nel suo operare i valori della trasparenza e della responsabilità, della partecipazione dei cittadini, della creazione di nuovi spazi di intervento e di scelta dei cittadini, di un’impostazione di governo che si sostanzi in forme aperte e feconde di ascolto, di dialogo, di collaborazione con la società e le istituzioni locali.

Veniamo da settimane caratterizzate dai temi dell’Europa, dai problemi della lotta al terrorismo, da inquadrare in fattive politiche di pace, di sviluppo, di giustizia e dal ruolo che l’Europa, libera e democratica, deve giocare per affermare i suoi valori fondativi, la propria identità politica e le proprie istituzioni, la costruzione di uno spazio europeo sociale e dei diritti.

Anche su questo terreno, non certo secondario, le forze politiche che si riconoscono nella maggioranza consiliare hanno trovato e trovano al di là delle differenze che connotano la loro storia, la loro cultura e le loro proposte politiche, solidi punti di convergenza e di azione politica.

Il documento programmatico che oggi presentiamo alla discussione del Consiglio comunale poggia dunque su basi non effimere e su linee programmatiche e amministrative condivise, frutto della volontà comune di proporre alla società reggiana risposte di governo adeguate alle nuove domande ed alle nuove sfide. Risposte che vengono da più soggetti, più culture, più ispirazioni ma volte a costruire un tessuto comune di azione ed una definita visione di governo della città. Visione capace di avere respiro strategico e di coniugare una rinnovata coesione sociale ed uno sviluppo economico e sociale sostenibile, a partire dai positivi risultati raggiunti sinora, e capace quindi di costituire un valore aggiunto per la città e per il necessario supporto alle sue dinamiche ed ai suoi bisogni. Abbiamo conosciuto i volti e ascoltato le voci di migliaia di cittadini in queste settimane. Siamo orgogliosi del senso di appartenenza e dello spirito di collaborazione che i reggiani dimostrano alla città. Siamo consapevoli che il patrimonio civile e la ricchezza non solo materiale di questa città sono il frutto del lavoro e dell’impegno di tutti: dall’anziano del centro sociale, all’imprenditore che si mette in gioco per un progetto, al giovane impegnato nell’oratorio. Questi volti, queste voci hanno guidato anche la riflessione sulle linee strategiche che oggi proponiamo alla città. La valorizzazione del Centro Storico con un programma strategico ad hoc. La revisione del PRG per adeguarlo alle nuove sfide di pianificazione condivisa, l’accettazione della mobilità sostenibile come nuova frontiera in un nuovo modello di sviluppo, la realizzazione di un vero ed efficace decentramento dei poteri alle Circoscrizioni sempre più vicine ai bisogni della cittadinanza.

Su questi obiettivi e su molti altri rilevanti ci sentiamo impegnati in questi cinque anni a portare avanti, in modo diffuso, il metodo del dialogo, della cooperazione, della concertazione, della reciproca assunzione di responsabilità, in primo luogo davanti a questo consesso di cui abbiamo massima considerazione e innanzi alla città in tutte le sue espressioni sociali, culturali, economiche. Per questa maggioranza ciò è un tutt’uno con la sua visione della città e dei problemi che l’attraversano, convinti come siamo di dover contribuire ad affermare nel paese un autentica forma di autogoverno della comunità che è l’esatto opposto di ogni chiusura localistica e municipalistica e di affermare contestualmente che siamo pronti a condividere con forze vive economiche e sociali le grandi linee strategiche di sviluppo della città come una moderna “governance”, impone.

Signori consiglieri,

la nostra città, al pari della altre città emiliano-romagnole, è di fronte a scelte impegnative per il suo futuro. Molto è stato fatto in questi anni per reggere questa sfida ma è altrettanto indubbio che occorra procedere con più decisione sulla strada della qualità, dei diritti, di un rinnovato rapporto virtuoso tra società, istituzioni, economia, di una città più omogenea fra le sue parti.

La crescita in sè è condizione necessaria ma non più sufficiente. Per tanto diventa essenziale in ogni campo la individuazione di ulteriori politiche di qualità e di innovazione. Tutto ciò ci impegna a ricercare e definire, come contenuto in questo documento, nuove azioni che, facendo leva sull’enorme patrimonio accumulato nella realtà reggiana, sul “saper fare”, sul suo “fare assieme”, siano in grado di produrre ed indicare sintesi più avanzate e nuove. Tanto più che, come ormai sappiamo, la qualità complessiva di un sistema locale determina le condizioni per poter competere nella realtà contemporanea, nazionale ed internazionale, e ciò implica che la qualità nel produrre, nel lavorare, nell’uso del territorio, nei servizi sociali ed in quelli formativi ed educativi siano fondamentali e tra loro interdipendenti e trovino nella coesione sociale il cemento indispensabile per costruire uno sviluppo sostenibile ed equilibrato.

Le reti di protezione sociale, la loro efficienza ed efficacia costituiscono un obiettivo prioritario non solo sul piano sociale ma anche sul versante economico. E’ la persona, con i suoi bisogni concreti, che deve essere sempre più messa al centro dell’azione di governo e ciò sarà concretamente realizzato con uno sviluppo socialmente coeso, civile oltre che equo ed efficiente sul piano amministrativo; uno sviluppo in cui il bisogno di libertà sia coniugato con il bisogno di comunità.

Il sistema sociale che vogliamo continuare a costruire deve basarsi dunque sull’integrazione e la coprogettazione con il privato sociale, il volontariato, le famiglie. Affermando i diritti di cittadinanza, sostenendo un welfare di comunità.

E’ altresì in questo contesto che è necessario accompagnare quelle famiglie che con redditi modesti devono far fronte al mantenimento ed alla cura di figli ed anziani. Dobbiamo affrontare politiche che combattano le solitudini, con il loro carico di disagio e di sofferenza, che una società frammentata, dinamica ed in sviluppo provoca e continuare a sviluppare politiche d’integrazione in primo luogo culturali verso la popolazione immigrata.

E’ anche in forza di queste considerazioni che questa Amministrazione comunale si sente impegnata a moltiplicare luoghi ed occasioni di incontro e di aggregazione; a sviluppare le reti delle opportunità culturali e ricreative di base al fine di arricchire il nostro territorio in termini di vivibilità e socialità e contribuire così a rispondere alla domanda di sicurezza, che a ben vedere contiene in sé una fortissima ansia di libertà individuale e di convivenza civile, di manifestazione del diritto a vivere liberamente il territorio, ad occuparlo cordialmente.

La paura e l’insicurezza sono problemi veri di ogni comunità moderna. Cresce il senso di sradicamento dalla propria identità, e crescono le paure.

Ma oggi ribadiamo la nostra convinzione che la paura urbana si può vincere con un soprassalto di partecipazione cordiale, non di chiusura paurosa, con un ritorno a occupare attivamente il proprio territorio e a occuparsi di esso; con un controllo sociale più serrato sugli spazi territoriali e ideali, non con la fuga e la recriminazione.

Signori consiglieri,

come già prima affermato, la qualità complessiva del nostro sistema locale rende possibile la sua affermazione nella competizione globale. Di questa qualità sono parte integrante la funzione dell’impresa, la centralità del mondo del lavoro. Un impresa volta sempre più alla qualità della produzione, dell’innovazione, in grado di competere con aree del mondo che hanno un costo del lavoro più basso. Un impresa che includa nella sua azione la “responsabilità sociale”, che sappia cioè svolgere un’azione per ricostruire il rapporto tra territorio e società locale, mettendo al centro delle sue dinamiche oltre che il profitto, la concreta politica di valori locali, la interazione e la concertazione con le istituzioni locali volte a salvaguardare il nostro patrimonio naturale, le risorse non riproducibili, la coesione sociale.

Le istituzioni locali, tutte le istituzioni locali, hanno il compito di supportare questa visione programmatica con un’adeguata strutturazione della città per migliorare la vita delle persone e lo sviluppo delle imprese e con l’erogazione di prestazioni e servizi efficienti per la qualità dell’educazione, della formazione, per diffondere conoscenza, saperi, cultura.

La qualità complessiva del nostro sistema ha bisogno che il lavoro sia pienamente valorizzato nell’impresa e nella società perchè ciò costituisce una ricchezza per la comunità, per le imprese, un valore aggiunto per l’intera città. Come ricorda la nostra Costituzione l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro.

In questo senso occorre che si operi per ridare senso a tutto il lavoro, da quello dipendente a quello autonomo, dai nuovi lavori a quelli atipici. Nella nostra realtà la rete delle relazioni tra organizzazioni sindacali ed imprenditoriali deve conoscere un salto di qualità, necessaria alla solidità delle imprese, al ruolo sociale dei lavoratori, alla città intera. Dobbiamo sottoscrivere un patto di qualità dello sviluppo che vede protagonisti gli attori della ricchezza di Reggio.

Tutti i protagonisti economici, sociali, istituzionali della città, dovranno agire per tentare di rompere le barriere che frenano la mobilità sociale. per lasciare molto più spazio, in tutti i campi, a nuove idee, nuove esperienze, nuove competenze. Reggio può divenire sempre più terra d’attrazione di nuove intelligenze, terra che cura e coltiva il primo fattore competitivo moderno: il capitale umano. E’ un dovere soprattutto verso le nuove generazioni che si affacciano alla vita produttiva e sociale.

Oltre a una visione di qualità complessiva del nostro sistema siamo impegnati a rafforzare la specifica vocazione della nostra città. “Le città hanno una vita propria: hanno un loro proprio essere misterioso e profondo: hanno un loro volto, hanno per così dire una loro anima ed un loro destino: non sono cumuli occasionali di pietra…….”, come diceva Giorgio La Pira

La vocazione alla difesa di diritti, delle libertà, la sua voglia di tolleranza nella legalità trovano nel tricolore colore e sostanza. Ma c’è anche una nuova chiamata a cui bisogna rispondere.

Siamo la terra di Dossetti, della Iotti, di Ruini, la terra di Padri Costituenti. Parafrasando uno di loro vorremmo oggi dire in questo autorevole consesso, vorremmo dire ai giovani che non devono avere prevenzioni rispetto alla Costituzione. Cercate di conoscerla di comprendere in profondità i suoi Principi fondanti e quindi farvela amica e compagna di strada. Essa è una luce e una guida sicura, e la città saprà offrirla e valorizzarla perchè diventi davvero il patrimonio di tutte le generazioni, a partire dal rinnovato rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti.

Signori consiglieri,

questa Giunta comunale intende praticare una concezione aperta del governo locale, intende adottare il metodo della concertazione, della partecipazione e del confronto come modalità imprescindibile della formazione del consenso e dei processi decisionali, come risultato e come fattore di ricchezza della dialettica tra istanze diverse.

La messa in opera di questo metodo riguarda tutti i protagonisti della città, dalle forze politiche, economiche e del mondo del lavoro, dai centri di diffusione del sapere, agli istituti creditizi, alla rappresentanza del privato sociale, del volontariato, dell’associazionismo dei cittadini.

Cercheremo di tenere continuamente fede all’impegno assunto con i cittadini di continuare a sviluppare il ruolo del Comune come protagonista centrale, ma non esclusivo, della qualificazione del territorio; come supporto indispensabile e dinamico alle politiche volte ad intercettare le continue trasformazioni della realtà cittadina, in rapporto con l’evoluzione delle realtà a noi vicine e secondo logiche di sistema e di rete; come attore credibile dei processi di cambiamento nella promozione dello sviluppo, nella gestione delle strutture, da quelle sociali ed educative a quelle riguardanti i servizi pubblici locali.

E’ possibile promuovere ulteriormente a Reggio Emilia un progetto che sia orientato a migliorare l’intero sistema urbano, che deve basarsi su parole chiare come serenità, sicurezza e solidarietà; parole capaci di sostanziarsi in un progetto complessivo e di sviluppo sostenibile per abitare la città.

La nostra comunità, per operare nella direzione dello sviluppo sostenibile, che è soprattutto l’accettazione di una rinnovata cultura del limite, deve essere una comunità che si deve preoccupare di attuare politiche che hanno come obiettivo quello di contenere il consumo del territorio, di riqualificare l’esistente riducendo l’impatto dello stress ambientale.

E’ questa una visione di qualità urbana, incentrata sulla riscoperta del valore delle singole componenti che costituiscono la città: città storica, quartieri, ville e campagna, scorgendo all’interno di ognuna peculiarità e vocazioni da rimettere in campo in una visione complessiva di sostenibilità e qualità del vivere.

Con queste ambizioni ci presentiamo oggi davanti al Consiglio Comunale per l’approvazione delle linee programmatiche.

Ringrazio ancora le donne e gli uomini dell’Ulivo e del Centrosinistra tutto che per mesi hanno lavorato a queste proposte poi accettate con entusiasmo dai cittadini.

Abbiamo la consapevolezza dei nostri limiti ma l’ambizione di volgere lo sguardo avanti.

Non esiste un luogo a cui tornare, non c’è un passato da ripercorrere: c’è invece una nuova storia che dobbiamo deciderci ad aprire se non vogliamo declinare le nostre responsabilità e sigillare il nostro destino.”

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