Comune di Reggio Emilia

HomePalazzo Busetti torna a splendere per la città

Palazzo Busetti torna a splendere per la città

Ultimo Aggiornamento: 08/03/2012

Nell’ambito del Programma di riqualificazione urbana (Pru) del Centro storico di Reggio Emilia, obiettivo di mandato del sindaco Graziano Delrio, promosso dal Comune e realizzato attraverso una proficua collaborazione con privati nell’ambito del Piano strategico di valorizzazione della Città storica – fra gli esiti del Programma, la riqualificazione di piazza Martiri del 7 Luglio, Isolato San Rocco, Galleria centrale (Mercato coperto), piazze Fontanesi e Casotti e, in corso, piazza della Vittoria – iniziano in agosto 2012 i lavori di restauro e riqualificazione urbanistica ed edilizia di palazzo Busetti.

Il palazzo seicentesco, che affaccia su piazza del Monte nel cuore della città, è stato acquistato di recente dalla società Bluefield dell’imprenditore Fulvio Montipò; la stessa società, partecipando al Pru, promuove il restauro e la riqualificazione del palazzo e del suo isolato, con un investimento di alcune decine di milioni di euro.
L’apertura del cantiere principale è prevista all’inizio della seconda settimana di agosto 2012. Il 3 agosto è stato presentato il progetto di restauro e riqualificazione urbanistica dell’edificio e di gran parte dell’isolato in cui è inserito, in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, l’architetto Ivan Sacchetti autore del progetto con l’architetto Giuliana Allegri (studio Ads) e l’assessore ai Progetti speciali del Comune, Mimmo Spadoni.

Hanno detto – “Il recupero del palazzo Busetti e, successivamente, quello del palazzo delle Poste – ha detto il sindaco Delrio – è un’operazione coraggiosa messa in atto da un privato, l’imprenditore Fulvio Montipò, che, accompagnato dall’Amministrazione comunale, ha deciso di investire e riqualificare una parte importante della città. Lo ringrazio della sua volontà di investire e per aver creduto nel progetto fin dall’inizio. Presto la città avrà un luogo riqualificato, di grande pregio storico e rilevante anche sul piano artistico, accessibile e frequentabile, oltre a una nuova polarità commerciale che la renderà più viva”.
“Il recupero di palazzo Busetti – ha proseguito il sindaco - è, anche sotto il profilo simbolico, il segno definitivo della ripresa della vitalità del centro storico, dopo le sistemazioni attuate dall’Amministrazione comunale in questi anni nel segno della qualità urbana: la riqualificazione delle piazze, le nuove pavimentazioni e illuminazioni delle strade, gli incentivi per le riqualificazioni delle facciate degli edifici, il recupero e la riapertura di luoghi di grande importanza come la Galleria centrale-Mercato coperto, i Chiostri di San Pietro, la Zucchi e il progetto di riqualificazione dei Musei Civici. L’Amministrazione comunale ha investito molto su edifici e spazi pubblici. E’ evidente che c’era e c’è bisogno che i privati facciano la loro parte: essi hanno un ruolo importante dato che a loro appartiene la maggior quantità del patrimonio del centro storico. Nel 2009 abbiamo firmato il Programma di riqualificazione urbana con diversi privati, per invitarli a investire in centro storico. Questo di palazzo Busetti, assieme agli interventi su Isolato San Rocco e palazzo del Carbone, sono gli esempi più significativi di questa sinergia pubblico-privato”.
“Oggi salutiamo dunque con grande piacere l’inizio del cantiere di palazzo Busetti – ha concluso Delrio - con un progetto che ora comprende, cosa non prevista all’origine, l’inclusione del palazzo delle Poste: l’area di intervento è quindi diventata addirittura più vasta. I lavori restituiranno alla città uno dei palazzi più importanti, che diventerà, come è avvenuto per la Galleria centrale, anche polarità commerciale di rilevo, grazie ai provvedimenti che abbiamo preso per consentire la creazione di polarità forti al fine di far rivivere il commercio del centro storico. Credo che tutto questo farà bene alla vitalità commerciale, abitativa e funzionale del centro storico”.

L’architetto Sacchetti ha spiegato i temi principali del progetto di restauro e riqualificazione del palazzo Busetti e dell’isolato, quest’ultimo dotato di due Gallerie commerciali: un intervento che si articola su una superficie complessiva di 20.000 metri quadrati, circa 2.500 dei quali destinati a funzioni commerciali.
L’edificio di palazzo Busetti, fuori scala rispetto al tessuto urbano della città storica, si affaccia con inconfondibili eleganza e protagonismo su piazza del Monte, compreso tra le vie Crispi e don Andreoli. Fu fatto costruire - su probabile progetto di Giovanni Maria Ferraroni ispirato ai disegni dei coevi edifici romani del Bernini, del Fontana e dell’architetto ducale Avanzini – agli inizi del Seicento dalla famiglia Busetti, che erano ricchi e influenti mercanti di seta del Secolo d’oro, durante il quale a Reggio si sviluppavano commerci e arti assai fiorenti, in particolare nel campo dei tessuti e si costruivano, tra Cinque e Seicento, edifici di grande importanza e bellezza.
Chiuso e abbandonato da oltre un ventennio, dopo aver attraversato secoli che gli hanno riservato le destinazioni d’uso più varie e rimaneggiamenti (soprattutto al terzo e quarto piano, tra gli anni Venti e Sessanta) piuttosto pesanti, che hanno comportato profonde modifiche alla struttura e alle decorazioni, il palazzo si avvia al restauro.
Terminato l’intervento di restauro e riqualificazione, palazzo Busetti ospiterà su più piani uno dei magneti commerciali più conosciuti e importanti in ambito internazionale. “La destinazione a spazio commerciale dell’intero palazzo permetterà di avere la visione completa dell’intero edificio nel suo insieme – ha spiegato fra l’altro l’architetto Sacchetti – Con questo intervento, possiamo assicurare a palazzo Busetti un restauro scientifico sotto la supervisione della Sovrintendenza, la sua integrità e la visibilità del monumento nelle sue diverse e straordinarie parti”.

L’inizio del cantiere - Sono in corso, da alcune settimane, lavori all’interno del palazzo, relativi alla pulizia e rimozione di intonaci e controsoffittature superflui, mentre l’inizio delle operazioni di allestimento del cantiere principale è previsto la prossima settimana. Prima operazione è la demolizione di strutture murarie recenti, che nulla hanno a che vedere con l’originalità e la bellezza dell’edificio storico, lungo la via don Andreoli: è il primo passo per l’apertura di uno spazio pubblico, costituito da due Gallerie di collegamento tra via don Andreoli e via Crispi, via Emilia San Pietro e via Sessi. Una piazzetta sarà inoltre realizzata lungo via don Andreoli, all’ingresso di una delle Gallerie.

L’apertura di due gallerie – Demolite le strutture obsolete recenti, con la creazione delle due Gallerie si costituiscono gli assi portanti che caratterizzano il progetto. “Il segno progettuale – ha sottolineato l’architetto Sacchetti - vuole creare curiosità, essere di stimolo al visitatore o al passante”. Questo, il coerenza con l’obiettivo del Comune, condiviso dal privato, di riaprire e restituire alla città, e quindi alla vita di relazione, un luogo chiuso, costituito oggi da spazi interstiziali in disuso e divenuti sconosciuti ai più.
L’isolato di cui palazzo Busetti fa parte è stato sottoposto a pesanti stravolgimenti a partire dalla soppressione del collegio e del convitto del Seminario, che occupava oltre al palazzo la parte Nord-est dell’isolato, fino a via Sessi, demolita e sostituita con il palazzo delle Poste negli anni Cinquanta. La parte Sud-ovest è stata demolita e al suo posto nel 1970 – 1975 è stato costruito un nuovo edificio in calcestruzzo armato e alluminio, in angolo tra le vie Sessi e Crispi. In passato è stata parzialmente demolita inoltre l’ala Sud, prospiciente via Crispi, del palazzo Scaruffi, per la maggior parte occupato oggi, nella parte rimasta, dalla sede della Camera di commercio. Una porzione del fronte di palazzo Scaruffi verrà ricostruita come in origine, ricomponendo l’antica cortina edilizia.
“L’intenzione del progetto – ha detto Sacchetti - è di esprimere riferimenti che si possono vedere nelle capitali europee, dove da tempo si sviluppano trasformazioni analoghe per dimensione e contenuti al palazzo Busetti. L’obiettivo è valorizzare l’appartenenza, innovare in coerenza con l’esistente, potenziare la durata e l’utilità”.

L’arte rimasta o perduta - Il palazzo Busetti, pur rimaneggiato e oggetto di numerosi interventi, gli ultimi dei quali anche in epoca recente, è riuscito nonostante tutto a mantenere integra la sua fisionomia, l’austera e importante facciata. Salta subito all’occhio l’imponenza volumetrica, la ricchezza e maestosità della composizione tardo rinascimentale della facciata.
Al piano terra (rialzato) le volte delle cinque stanze del palazzo Busetti sono integre, compresi gli apparati decorativi composti da stucchi e medaglioni centrali, con tele dipinte di Francesco Viacavi, allievo di Luca Ferrari (quest’ultimo noto anche come Luca da Reggio, autore fra l’altro di splendidi affreschi nella Basilica della Ghiara). L’assetto delle cinque grandi stanze è tipico dell’architettura cinquecentesca.
Al primo piano la grandezza dell’edificio e l’imponenza decorativa delle stanze si limita alle tre prospicienti piazza del Monte. Le due ampie sale retrostanti sono state private delle volte e sostituite da solai latero-cementizi.
Il secondo piano e il terzo ed ultimo piano , come il sottotetto e il tetto, hanno avuto a loro volta rilevanti rimaneggiamenti nei decenni passati.

Il restauro e la riqualificazione del palazzo - Il restauro di palazzo Busetti prevede la pulitura delle facciate e degli importanti apparati decorativi dei contorni delle finestre, con integrazione delle minime parti di intonaci mancanti e risarcimenti sui fregi attorno alle finestre e del cornicione. Verranno effettuati saggi per conoscere le cromie ancora presenti sull’intonaco e si provvederà alla restituzione pittorica della facciata.
Il tetto verrà consolidato. E’ previsto il mantenimento dei serramenti esterni mediante puntuale restauro ligneo.

Il palazzo nella storia e i suoi mille usi - Nato per volere di un’antica famiglia di ricchi commercianti di seta, l’edificio è figlio di quel miracolo economico che interessa Reggio dalla fine del Cinquecento a quasi tutto il Seicento. E’ in questo periodo che le famiglie di tessitori e commercianti del prezioso filato (la seta) riescono a costruire le grandi fortune economiche e a intraprendere la costruzione di importanti palazzi di città, di cui ancora oggi si fregia il centro storico cittadino.
La famiglia Busetti, senza eredi, lascia il patrimonio a una fondazione, che porta il nome stesso della famiglia.
Successivamente si susseguono gli interventi a favore del Seminario vescovile, con il collegio e il teatro del Seminario; una sede del Collegio dei Gesuiti; la sede dell’Università di Reggio (vi insegnò anche Lazzaro Spallanzani).
L’immobile viene poi destinato a innumerevoli funzioni: ricovero provvisorio delle truppe napoleoniche di passaggio a Reggio; ristorante e caffè al piano terra (il celebre “Ristorante-caffè Busetti”, un negozio per la vendita di ferramenta al piano primo; la tipografia del quotidiano L’Italia Centrale; poi la sede della Banca commerciale italiana, la sede dell’Inps, il Catasto e l’Ufficio tecnico erariale. Le funzioni e le attività nel palazzo non hanno conosciuto sosta e varietà di usi.