Giro d'Italia, la scuola intitolata a Gino Bartali

Data di pubblicazione: 12/05/2017
Giro d'Italia, la scuola intitolata a Gino Bartali

Dal 12 maggio 2017 la scuola primaria parte dell'Istituto comprensivo Lepido di via Premuda a Reggio Emilia porta il nome di Gino Bartali.

A pochi giorni dal passaggio del Giro d'Italia 2017 che, per questa centesima edizione farà tappa nella città del Tricolore (arrivo della 12esima tappa Forlì-Reggio Emilia giovedì 18 maggio, partenza il giorno dopo della 13esia tappa Reggio Emilia-Tortona), la scuola di via Premuda è stata infatti intitolata al grandissimo campione del ciclismo. Campione non solo perché vincitore di tre Giri d'Italia (1936, 1937 e 1946), due Tour de France (1938 e 1948) e altre numerose corse tra cui quattro Milano-Sanremo, ma anche perché 'Ginettaccio' è stato campione di umanità e altruismo: salvò la vita a 800 cittadini ebrei perseguitati, ha vissuto per unire e portare pace.

A scegliere la persona a cui intitolare la loro scuola, sino a ieri senza nome, sono stati gli stessi scolari che la frequentano e che stamattina hanno cantato e suonato con entusiasmo e bravura dall'Inno di Mameli a 'Bellezza in bicicletta', durante la festa di intitolazione.

Insieme con il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, alla cerimonia hanno partecipato anche la nipote del campione, Gioia Bartali con i suoi due figli e il presidente dell'Associazione Fausto e Serse Coppi, Claudio Pesci; l'assessore a Educazione e Conoscenza Raffaella Curioni; il presidente del Comitato di Tappa reggiano del Giro d'Italia 2017, Giorgio Cimurri che ha portato con sé la Maglia Gialla indossata da Bartali a un Tour de France nel 1938 (Bartali la donò al padre di Giorgio, Giannetto Cimurri); il presidente della Fondazione per lo sport del Comune di Reggio Emilia Leopoldo Melli; Antonietta Cestaro dell'Ufficio scolastico di Reggio Emilia e la dirigente scolastica Elisabetta Fraracci.

 

Hanno detto - “Avete scelto il nome della vostra scuola – ha detto il sindaco Luca Vecchi agli alunni – con un percorso democratico e questo è elemento distintivo della scuola reggiana e dei nostri rapporti con essa: l'Amministrazione non impone. E voi avete fatto una bellissima scelta. Gino Bartali è stato un campione grande e generoso: non si è risparmiato nel ciclismo e non si è risparmiato nell'aiutare gli altri, salvando tante vite di cittadini ebrei perseguitati durante la dittatura. Nel 1948, dopo aver vinto tre Giri d'Italia, ancora una volta con grande slancio decise di partecipare al Tour de France che aveva già vinto una volta e grazie a lui lo sport nel nostro Paese, lacerato e sull'orlo di una guerra civile, divenne motivo di unità per tutti.

Bartali – ha aggiunto il sindaco - è riuscito a insegnarci e trasmetterci il valore della rivalità, che lui visse nell'agonismo con Coppi, come un sentimento da vivere positivamente, cioè come una spinta a fare meglio e ad aiutare a fare meglio. E poi ci ha insegnato che il ciclismo è fatica, sofferenza, insieme con metodo e rigore. Soprattutto ci ha insegnato il valore della fatica, che per noi diviene metafora della fatica di essere cittadini di un Paese democratico: la democrazia è confronto, non raramente faticoso, e dipende molto concretamente da quel che facciamo e da come lo facciamo. Una fatica che vale la pena, come Gino e voi con i vostri insegnanti, ci avete insegnato”.

 

Credo che nonno Gino – ha detto la nipote, Gioia Bartali – ci abbia insegnato con la sua vita l'importanza dell'amicizia. Il nonno si è adoperato per aiutare gli altri, credo lo abbia fatto tutti i giorni, mettendo a disposizione prima di tutto la sua grande forza fisica. Lui è stato un campione di ciclismo e quindi è stato famoso, ma tanti come lui, sconosciuti, hanno fatto la storia. Ci diceva spesso: la cosa più importante da lasciare è il buon esempio. Ecco, credo che abbia vissuto molto semplicemente con questo impegno. Grazie a tutti dell'affetto e del ricorso, grazie di questa bella festa di intitolazione”.

 

Il percorso - La scelta del nome – deciso dai bambini attraverso un referendum interno alla scuola – è frutto di un lungo percorso di approfondimento sulla figura di Gino Bartali, che ha portato i ragazzi delle classi terze, quarte e quinte ad analizzarne la vita non solo dal punto di vista agonistico. Il nome di Bartali non è stato preferito dai bambini rispetto a quello dello scrittore e pedagogista Mario Lodi solo per il suo talento sportivo, ma anche e soprattutto per il suo impegno etico e sociale e per il coraggio con cui contribuì alla rete di salvataggio di ebrei perseguitati dal nazifascismo organizzata dal rabbino Cassuto e dall'arcivescovo di Firenze Dalla Costa. Il ciclista toscano, infatti, aiutò a nascondersi sotto una nuova identità - e quindi a salvarsi – circa 800 ebrei trasportando all'interno del telaio della sua bicicletta centinaia di documenti falsificati durante le sue trasferte tra Firenze e Assisi che, figurando come normali allenamenti, gli permettevano di spostarsi senza destare sospetti.

Per questa sua azione umanitaria nel 2013 Gino Bartali è stato dichiarato Giusto tra le nazioni. Nel maggio 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha consegnato alla moglie di Bartali, Adriana, la Medaglia d'oro al Valor civile per lo scomparso campione, proprio per aver aiutato e salvato tanti ebrei durante la Seconda guerra mondiale. “Il bene si fa, ma non si dice – diceva Bartali - E certe medaglie si appendono all'anima, non alla giacca”.

 

Il percorso di approfondimento sulla figura di “Ginettaccio”, appellativo che Baratali si guadagnò a causa del suo carattere spigoloso, è stata occasione per le classi di lavorare sui temi della bicicletta, della mobilità sostenibile, delle regole stradali e motivo per visitare la mostra storica di biciclette “Tutto ruota”. L'impresa di Bartali a favore degli ebrei perseguitati ha portato inoltre le classi sui luoghi della memoria presenti in città: la sinagoga e il ghetto ebraico, le pietre di inciampo collocate dinanzi alla abitazioni degli ebrei reggiani deportati.

 

Lo spettacoloIn occasione del Giro d'Italia, anche Reggio Narra ha deciso di rendere omaggio a Bartali con lo spettacolo 'Gino Bartali - Eroe silenzioso' in programma sabato 13 maggio alle ore 17 alla galleria Parmeggiani di Reggio Emilia. Promosso dalla compagnia Luna e Gnac, protagonista è Federica Molteni, la regia è firmata da Carmen Pellegrinelli. Lo spettacolo ripercorre la vita dello sportivo che a soli ventiquattro anni incarnava il ciclismo eroico degli anni Trenta, protagonista assoluto delle sfide ciclistiche fino al 1940, quando la maglia rosa finì sulle spalle del giovanissimo Fausto Coppi. Poche settimane dopo il Duce annunciò l’ingresso dell’Italia in guerra e qui iniziò la pagina meno nota della vita di Ginettaccio che aderì come staffetta alla rete clandestina per salvare gli ebrei. Lo spettacolo racconta di una corsa giusta, fatta nella speranza che il mondo cambi e ritrovi il suo senso; parla dell’Italia e degli italiani al tempo del fascismo, della fatica dello sport e del silenzio delle azioni più coraggiose; racconta la vita di un campione sportivo, ma soprattutto di un uomo che ha scelto da che parte stare.

Spettacolo consigliato dagli 11 anni in su. L'ingresso è gratuito.

 

LaboratorioSempre dedicata alla bicicletta, sabato 13 maggio, allo spazio Didart di piazza della Vittoria 5 si terrà il laboratorio “La fabbrica delle Fantabici”: disegni, forme, colori, improbabili oggetti per inventare fantastiche biciclette da corsa per scalare le montagne più alte, mangiando un gelato, sfrecciando in discesa a occhi chiusi e tagliare il traguardo a testa in giù. Evento di e con Michele Ferri consigliato dai 5 ai 10 anni su prenotazione al numero 338 4280999.