La Biblioteca dell'Istituto Musicale "Peri",
come la maggior parte delle biblioteche musicali interne ai Conservatori,
era in origine destinata a servire esclusivamente insegnanti ed allievi dell'Istituto
stesso. A differenza dei grandi Conservatori italiani, le cui biblioteche
spesso si sono formate avendo come nucleo centrale ciò che costituiva
il patrimonio librario di antiche istituzioni religiose, la Biblioteca del
"Peri", la cui storia è decisamente recente, deve il suo
attuale fondo di conservazione quasi interamente a donazioni di musicisti
e privati cittadini. Dal 1969, data in cui
Armando Gentilucci diviene direttore dell'Istituto, la Biblioteca comincia ad
assumere una fisionomia specifica per il particolare impulso dato all'acquisizione
di musica contemporanea. La Biblioteca infatti doveva svolgere una funzione
di strumento di ricerca e di sostegno bibliografico alle iniziative culturali
sulla musica che si andavano affermando in quel periodo e che nel giro di
un decennio fecero di Reggio Emilia e dell'Istituto musicale "Peri"
un vivacissimo polo culturale attento alle innovazioni e alle nuove proposte
musicali. La biblioteca viene di conseguenza ufficialmente aperta a tutta
la cittadinanza e non è più concepita esclusivamente come servizio
ad uso esclusivo del Conservatorio. Nel tempo la Biblioteca potenzierà
il taglio novecentistico delle sue raccolte mediante acquisizioni finalizzate
all'aggiornamento sulle ultime tendenze della cultura musicale: e ciò
senza rinunciare a dotarsi di strumenti di consultazione appropriati ad un
servizio speciale rivolto alla ricerca musicale; senza trascurare altresì
le aspettative di divulgazione culturale che parallelamente si andavano definendo
presso la popolazione interessata a usufruire di un servizio pubblico d'ascolto.