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È
uno dei più profondi assertori dell’individualismo anarchico. È stato pubblicista
di grande valore, editore-libraio, tipografo. Della sua attività giornalistica
militante v’è traccia dalla rivista “Vir”, da lui fondata a Firenze nel
1907, collaboratori Baldazzi, Sem Benelli, Oberdan Gigli; poi più tardi
nel “Grido della Folla” con Gavilli e Leda Rafanelli. E ancora a Milano,
nel settimanale individualista “La Rivolta” nel 1911, “La Libertà” nel 1913-14,
redatto quasi interamente da lui e da Leda Rafanelli e composto a mano in
una loro tipografia. A questa attività giornalistica Monanni aggiunge un’intensa
attività editoriale che va diffondendosi in tutti gli ambienti anarchici
e culturali sotto i nomi prima di Libreria Editrice Sociale dal 1910 al
1915, poi di Casa Editrice Sociale dal 1919 al 1926 ed infine di Casa Editrice
Monanni dal 1926 al 1933. In questo campo la sua opera non conosce limiti
e neppure il fascismo riesce ad arrestarla, o le difficoltà economiche.
Pubblica tutti i classici dell’anarchismo, le opere complete di Nietzsche,
quelle del Palante, di Giuseppe Ferrari, Slonim, Darwin, Canestrini, ed
altri capolavori della letteratura. Allo scoppio della prima guerra mondiale
decide di riparare in Svizzera con altri compagni. Al suo rientro in Italia
il fascismo gli rende la vita durissima con arresti, sequestri, censura
ai suoi libri. Nel 1925 fonda “L’Università Libera” con Carlo Molaschi.
A seguito delle leggi speciali la sua attività si limita ad opere di pura
cultura generale, finché per motivi finanziari e politici il suo impegno
editoriale cessa. Alla ripresa del Movimento, dopo la caduta del fascismo
collabora al “Libertario”, con lo pseudonimo di “Mony”. |
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