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Fornaio in Egitto, quindi ferroviere, dal 1945 riunisce materiale documentario
relativo al movimento anarchico che somma a quello ricevuto da uno zio,
a cui deve il suo avvicinamento all’anarchismo. Dopo la morte di Giovanna,
moglie di Berneri, riceve l’archivio di famiglia attraverso la figlia Giliana.
Nasce così, in memoria dei “compagni” e a disposizione del movimento l’Archivio
Famiglia Berneri del quale inizia la divulgazione alla fine degli anni Sessanta.
Con passione e sacrificio lo arricchisce e trasferisce più volte: Pistoia,
Iglesias, Genova, Pistoia, Canosa, Cecina e, dopo la sua morte, a cura della
figlia Fiamma: Reggio Emilia. Chessa cerca costantemente di ampliare questo
archivio a cui ha dedicato molte delle sue energie, lo incrementa con scambi,
donazioni e acquisti. Contribuisce alle edizioni R.L., Collana Vallera e
a “Volontà”, segue con costanza “L’Internazionale” e i Gruppi d’Iniziativa
Anarchica che ha contribuito a far nascere dalla scissione della FAI nel
1965. Fino alla fine degli anni Sessanta, a Genova, é promotore dei Gruppi
Anarchici Riuniti e principale animatore della sede di Via degli Embriaci.
L’Archivio che ora assume il titolo Famiglia Berneri-Aurelio Chessa, ha
sviluppato numerose ricerche sul fuoriuscitismo, sull’antifascismo sulla
rivoluzione spagnola, sul movimento operaio. Alcuni titoli: Camillo Berneri:
un anarchico italiano (1897-1937), Documenti e periodici dell’Archivio Famiglia
Berneri, Epistolario inedito (2 Voll.), Futuristi e anarchici quali rapporti?,
Gli eroi guerreschi come grandi criminali, Guerra di classe in Spagna, Il
peccato originale, Mussolini grande attore, Mussolini normalizzatore e il
delirio razzista, Novelle di Berneri, e pubblicazioni come quello su Sante
Pollastro, Leda Rafanelli, Clemente Duval. |
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