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Galleria Parmeggiani è un museo storicizzato, ricco e affascinante, con
alcune opere importanti delle principali scuole pittoriche europee, armi,
tessuti, gioielli e uno stravagante accostamento tra vero, falso, "in stile",
specchio anche delle intricate vicende familiari che ne hanno caratterizzato
la fondazione. Nel 1886 il reggiano Luigi Parmeggiani, dopo aver attentato
alla vita dei deputati socialisti Ceretti e Prampolini, ripara nella casa
parigina di Ignacio Leon y Escosura, pittore, collezionista e mercante d'arte.
Da quel momento soppianta l'Escosura nelle dinamiche familiari, nella conduzione
delle botteghe d'antiquariato e, sotto lo pseudonimo di Louis Marcy, nel
commercio di oggetti d'arte minore in forme medievali, noti come "produzione
Marcy", che invasero alcune importanti collezioni pubbliche e private tra
'800 e '900. Tornato a Reggio (è il 1924) il Parmeggiani, eretta la sede
della Galleria in stile eclettico gotico-rinascimentale in forme francesi
e spagnole, la vende al Comune nel 1932 con l'avallo di Adolfo Venturi.
La collezione è composta da parte della collezione Escosura, da dipinti
dello spoletino Cesare Detti, dal nucleo dei falsi Marcy e da altri oggetti
acquistati da Parmeggiani. L'edificio progettato e realizzato da Ascanio
Ferrari si configura come casa-museo privata. La Galleria, restaurata nel
1988, contiene opere in sé rilevanti, dal portale che proviene da Palazzo
Morel di Valencia alle armi e gioielli di produzione Marcy, ai costumi,
ai velluti, ai mobili, alle sculture, agli arredi. Ma la parte più affascinante
sono i dipinti, di scuola italiana, fiamminga, francese e inglese, ma soprattutto
spagnola. Questo nucleo costituisce infatti il maggior complesso di arte
spagnola conservato in Italia con opere del Greco, di Ribera, etc. |