L’offerta formativa è la dichiarazione di ciò che la scuola intende fare per svolgere al meglio la sua funzione istituzionale, del perché e come intende farlo. Essa viene precisata nel Piano dell’Offerta Formativa (POF), che è il documento con il quale le istituzioni scolastiche presentano le scelte educative, didattiche e organizzative che hanno deciso di adottare nell’esercizio delle responsabilità loro conferite dall’autonomia scolastica.
Il POF, quindi, illustra l’identità della scuola, i riferimenti culturali e professionali ai quali essa si ispira, i percorsi formativi comuni che verranno attuati, le sue scelte didattiche, le modalità di utilizzazione delle risorse disponibili, i criteri per l’autovalutazione. In particolare, l’offerta formativa deve essere coerente con gli obiettivi generali e specifici determinati a livello nazionale per i diversi tipi di scuola.

Il POF costituisce la cornice unitaria per la definizione dei Piani di studio personalizzati, ovvero percorsi di insegnamento e di apprendimento che le scuole sono tenute a preparare e a realizzare avvalendosi delle facoltà decisionali loro attribuite, partendo dal «nucleo fondamentale» fissato a livello nazionale.

Il passaggio dalla scuola dei programmi alla scuola dei piani di studio personalizzati nonché l’affermarsi dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, hanno reso necessario l’avvio di nuovi profili del sistema di valutazione dell’alunno.
Dall’anno scolastico 2004/2005 la definizione dei modi, dei tempi e dei criteri di valutazione degli alunni, nonché nella predisposizione degli strumenti valutativi è infatti di competenza dei docenti e delle istituzioni scolastiche autonome nell’ambito di criteri generali definiti dal Ministero.
Parte integrante del processo di valutazione di ogni singolo alunno è il portfolio delle competenze individuali, raccolta di materiali utili a documentare il percorso formativo di allieve e allievi e i progressi compiuti sulla base del presupposto che l’osserva-



zione e la documentazione dell’attività didattica consente di valutare le diverse esigenze educative degli alunni di un gruppo classe, di elaborare proposte educative coerenti, di condividerle con le famiglie.

Orario delle lezioni
Nell’ottica della personalizzazione dei piani di studio, tenuto conto delle previsioni del Piano dell’Offerta Formativa e compatibilmente con le dotazioni di organico, le Istituzioni Scolastiche propongono attività e insegnamenti fino ad ulteriori 3 ore settimanali. Tali attività sono opzionali e funzionali all’ampliamento ed al potenziamento dell’offerta formativa; la frequenza è gratuita.

Classi a tempo normale:
Fino a 30 ore settimanali di cui 27 ore relative al curricolo obbligatorio e fino a 3 ore opzionali (funzionali all’ampliamento ed al completamento del curricolo) distribuite su 6 giorni settimanali in orario antimeridiano
Classi a tempo pieno:
40 ore settimanali, articolate in 5 giorni (sabato escluso).

Calendario scolastico
La data di inizio e termine delle lezioni viene fissata dalla Regione sulla base del calendario delle festività a rilevanza nazionale determinato ogni anno con provvedimento del Ministero dell’Istruzione.
Le singole scuole, con delibera del Consiglio di Istituto, potranno autonomamente adattare il calendario scolastico alle loro particolari esigenze didattiche, fermo restando l’obbligo di non scendere al di sotto del numero minimo di giorni complessivi di lezione fissato dalla Regione (attualmente 204).
Le attività didattiche, compresi scrutini ed esami, si svolgono fra il 1° settembre e il 30 giugno.

Scelta dell’insegnamento della religione cattolica
All’atto dell’iscrizione i genitori esercitano, per l’anno in corso ed i successivi, il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.
è possibile modificare la scelta per l’anno successivo comunicandolo alla segreteria della scuola entro il 31 maggio
Tale scelta non può dar luogo a nessuna forma di discriminazione.
Le famiglie che non scelgono l’insegnamento della religione per i propri figli, possono optare tra diverse soluzioni:
• lezioni della materia alternativa proposta dalla scuola
• attività di studio o di ricerca individuale con l’assistenza di personale docente;
• ritirare il figlio da scuola nell’ora di religione.

Scuole Elementari non statali nel Comune
Paritarie
Legge 10 marzo 2000 n. 62
Art. 1 “Il sistema nazionale d’istruzione… è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali...”
Sono scuole paritarie le istituzioni scolastiche non statali che erogano un servizio scolastico corrispondente agli ordinamenti generali dell’istruzione, che sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie, che posseggono i requisiti di qualità e di effica-

cia previsti dalla legge. Le scuole paritarie hanno l’abilitazione a rilasciare i titoli di studio con valore legale e godono del trattamento fiscale previsto dalla legge.
Scelta dell’insegnamento della religione cattolica
All’atto dell’iscrizione i genitori esercitano, per l’anno in corso ed i successivi, il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.
è possibile modificare la scelta per l’anno successivo comunicandolo alla segreteria della scuola entro il 31 maggio
Tale scelta non può dar luogo a nessuna forma di discriminazione.
Le famiglie che non scelgono l’insegnamento della religione per i propri figli, possono optare tra diverse soluzioni:
• lezioni della materia alternativa proposta dalla scuola
• attività di studio o di ricerca individuale con l’assistenza di personale docente;
• ritirare il figlio da scuola nell’ora di religione.

Private autorizzate
Sono regolamentate dall’art. 350 T.U. 297/94.
Aperte da privati, con l’autorizzazione annuale del Dirigente scolastico competente per territorio. Sono tenute a uniformarsi, di massima, ai programmi della scuola statale.
I genitori che intendano provvedere privatamente o direttamente all’istruzione dei propri figli devono dimostrare di averne la capacità tecnica ed economica e darne comunicazione anno per anno alla Direzione della scuola del territorio.

SCUOLA E FAMIGLIA
Riammissione in caso di assenza
Per le assenze che superano i 5 giorni è necessario:
• in caso di assenza per motivi di salute, presentare un certificato medico nel quale sia dichiarato che non esistono patologie in corso,
• per assenze di altro genere seguire le indicazioni fornite dall’istituzione scolastica.

Rapporti scuola-famiglia
Colloqui individuali:
gli orari e le modalità vengono comunicati ai genitori all’inizio dell’anno scolastico.
Riunioni di classe:
sono il momento d’incontro della famiglia con la vita della scuola. Sono decise dal Consiglio di Interclasse.

 

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