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Ponte per Terabithia (Un) - Bridge to Terabithia

Regia:Gabor Csupo
Vietato:No
Video:
DVD:Mondo Home Entertainment
Genere:Drammatico
Tipologia:Diventare grandi, Giovani in famiglia
Eta' consigliata:Scuole elementari; Scuole medie inferiori
Soggetto:da un romanzo di Katherine Paterson
Sceneggiatura:David Paterson, Jeff Stockwell
Fotografia:Michael Chapman
Musiche:Aaron Zigman
Montaggio:John Gilbert
Scenografia:Robert Gillies
Costumi:Barbara Darragh
Effetti:Jason Durey, Matt Aitken, Bill Kent, Film Effects Co. Ltd
Interpreti:Josh Hutcherson (Jesse Aaron), AnnaSophia Robb (Leslie Burke), Zooey Deschanel (Sig.na Edmunds), Robert Patrick (Sig. Jesse Aarons Sr.), Bailee Madison (Maybelle Aarons), Kate Butler (Sig.ra Nancy Aarons), Judy McIntosh (Sig.ra Judy Burke), Lauren Clinton (Janice Avery), Devon Wood (Brenda Aarons), Emma Fenton (Ellie Aarons), Cameron Wakefield (Scott Hoager), Elliot Lawless (Gary Fulcher), Erin Annis (Ellie Aarons), Isabelle Rose Kircher (Carla), Latham Gaines (Bill Burke), Katrina Cerio (Mary Aarons)
Produzione:Hal Lieberman Company, Lauren Levine Productions Inc., Walden Media, Walt Disney Pictures
Distribuzione:Moviemax
Origine:Usa
Anno:2007
Durata:

94’

Trama:

Jess Aarons e Leslie Burke sono diventati grandi amici – dopo le iniziali baruffe che li hanno visti protagonisti durante una gara di corsa – e insieme si spalleggiano contro i bulli della scuola. Lei ama raccontare storie fantastiche mentre lui è un abile disegnatore e insieme danno vita a Terabithia, un mondo magico nascosto nel fitto dei boschi dietro casa a cui si accede solo attraversando un fiume per mezzo di una corda. Jess e Lesile, incoronatisi re e regina di Terabithia, sono protagonisti di storie fantastiche e rocambolesche avventure tanto che l'universo incantato si rivela forse l'unico posto per ripararsi dalla durezza della vita reale.

Critica 1:Commuovere senza melassa anche i grandi, per una storia pensata per i ragazzini, è già un risultato. Katherine Peterson (autrice di 14 romanzi e saggi per bambini e adolescenti), dopo la tragica morte di un'amica di suo figlio piccolo, per aiutarlo a superare il dolore scrisse Un ponte per Tarabithia, pubblicato nel 1977. Il titolo è ispirato a un'isola brevemente menzionata in due romanzi della saga Narnia, ma quanto l'universo immaginato da C.S. Lewis è maschile, materiale e marziale, gerarchico e in definitiva adulto in miniatura, quest'altro rende incontro prezioso l'amicizia, che una volta tanto tra i due sessi non implica infatuazione, ma scoperta di complicità, sviluppo di solidarietà reciproca, struggimento per la perdita. La scrittrice ha anche contribuito alla sceneggiatura, centrata su due giovanissimi e indovinati protagonisti da poco vicini di casa e alunni nella stessa classe. Lei con una fervida inventiva, figlia unica di genitori artisti, lui introverso con tre sorelle e famiglia povera. Prima regia dell'animatore Gabor Csupo ed effetti visivi della Digital Weta. Un'operina dai pochi mezzi, pulita, delicata e profonda. Tra la presenza discreta delle creature - dell'artista concettuale Dima Marlinchea - si erge nel vero senso della parola un "gigante gentile": in due scene, per pochi secondi e senza parlare resta nella memoria.
Autore critica:Federico Raponi
Fonte criticaLiberazione
Data critica:

30/3/2007

Critica 2:Gli elementi fantastici sono molto più presenti nel film che nel libro. I produttori, infatti, pensano che il mezzo cinematografico necessiti di un approccio diverso dalla scrittura, perciò hanno arricchito questi elementi mantenendo allo stesso tempo intatto lo spirito del libro. Si tratta di una storia vera, raccontata, in parte, in maniera fantastica.
Josh Hutcherson (Zathura - Un Avventura Spaziale, The Polar Express) recita nel ruolo di Jess Aarons, un ragazzo di 11 anni, il cui sogno di diventare il corridore più veloce della sua categoria viene infranto dalla nuova arrivata della scuola, che vince la gara riservata ai maschi.
Anna Sophia Robb (La fabbrica del cioccolato) interpreta il ruolo di Leslie Burke, la nuova arrivata della scuola, che diventa amica di Jess. Leslie apre a Jess un mondo magico e immaginario nella terra di Terabithia, cambiando per sempre la vita del ragazzo. (…)
Il regno di Terabithia, popolato da creature fantastiche, palazzi e incantevoli foreste è frutto degli effetti speciali di Matt Aitken (Supervisore agli Effetti visivi) e del suo team di maghi creativi della Weta Digital di Wellington, in Nuova Zelanda, vincitrice dell’Academy Award. Weta Digital ha creato gli effetti visivi di tutta la trilogia de Il signore degli anelli, vincitore dell’Oscar, di Le cronache di Narnia e di King Kong. (…)
Gabor Csupo è uno dei più eminenti registi di film animati, oltre che uno dei più grandi artisti degli effetti visivi di Hollywood. Csupo aveva già affascinato il pubblico internazionale con Wild Thornberry’s, con il suo charme fiabesco, la sua umanità e la grande immaginazione visiva. Csupo non aveva ancora mai diretto un film con attori in carne ed ossa, ma grazie alle sue idee è riuscito a convincere i produttori della sua capacità di conferire al film una qualità magica unica.
Il film necessitava di un regista che avesse talento per la cinematografia high-tech, che possedesse una vivida creatività orientata alla fantasia ed una certa sensibilità nei riguardi dei bambini e della loro immaginazione. Gabor riesce a conferire uno stile distintivo al racconto, ed è in grado di equilibrare la storia reale ed il mondo fantastico,
nel quale i bambini cercano di superare le loro vite spesso problematiche. (…)
Gabor Csupo:”Quando i protagonisti entrano nel mondo di Terabithia lo fanno più che altro per fuggire dalle difficoltà quotidiane delle loro vite. Quelli sono i momenti in cui lasciano libera la propria immaginazione e cercano di affrontare i problemi delle loro vite. E’ l’unico modo che hanno per proteggere i propri sentimenti e la loro amicizia, grazie appunto a questo mondo fantastico che hanno creato. In ultima analisi il ponte è una metafora, il punto di unione tra la vita reale e il mondo della fantasia”. (…)
Un ponte per Terabithia è stato girato interamente in location ad Auckland, in Nuova Zelanda. (…) Le riprese sono state effettuate in diverse location tra cui la Riverhead Primary School a Riverhead, in Nuova Zelanda. La scuola è diventata la Lark Creek Elementary School per la durata delle riprese, che hanno avuto luogo durante le vacanze estive. Ad un’ora a nordovest di Auckland si trova la Woodhill Forest, dove la Conifer Grove è stata trasformata nella foresta che fa da sfondo al fantastico mondo di Terabithia.
Una fattoria nelle vicinanze dell’area di Wainui a nordovest di Auckland è stata utilizzata per le riprese del ruscello e del ponte che porta a Terabithia. Gli interni sono stato girati presso gli Hobsonville studios ad ovest di Auckland. Grazie ad un permesso speciale, la straordinaria mostra delle macchine di Leonardo Da Vinci, esposta presso l’Auckland Memorial Museum, è stata utilizzata come location per la scena della visita al museo da parte di Ms Edmunds e Jess Aarons, (la Auckland City Art Gallery è una delle altre location del film).
“Il mio unico scopo è quello di creare un film meraviglioso e visivamente stupefacente grazie al quale spero riusciremo a commuovere e toccare il cuore del pubblico” (Gabor Csupo, regista)
Il regista ha iniziato dalla pagina scritta, enfatizzando prima di tutto lo stile del racconto.
Un ponte per Terabithia è un film in 2D con alcune animazioni al computer in 3D emozionanti e sofisticate. E’ una storia meravigliosa, con un grande cast ed una fotografia stupefacente, opera di Michael Chapman.
“Ho assunto Dima Marlinchea, un grande artista concettuale russo che ha lavorato per me per molti anni. Per ideare le creature ho suggerito di ispirarci a quello che avrebbero potuto fare Ridley Scott o Terry Gilliam. Poi Dima ha iniziato a fare dei bozzetti per me e siamo arrivati a questo fantastico risultato. Amo riuscire a sorprendere i bambini e gli adulti con creature non ortodosse, diverse e con sequenze emozionanti. Non si possono prendere in giro i bambini, vogliono delle creature affascinanti da guardare, non come quelle che hanno già visto nei video game o altrove.
“Il film esplora il mondo immaginario di Terabithia molto più attentamente rispetto al libro, perciò la sfida come cineasta era riuscire a ricreare Terabithia in modo da soddisfare le aspettative nell’immaginario del lettore, per trasportare veramente il pubblico in un mondo mitologico. Oggi, grazie ai progressi nel campo degli effetti speciali digitali, abbiamo a disposizione tecnologie e possibilità incredibili, che ci hanno permesso di creare il mondo di Terabithia in maniera autentica e meravigliosa.
Csupo continua, “È la storia di due ragazzini che entrano in questa terra dove hanno grandi poteri, dove possono imparare ad affrontare le sfide delle loro vite e dove riescono a vedere il loro mondo in prospettiva.
Leslie e Jess sono due emarginati, sia a scuola che nelle loro famiglie, non riescono ad integrarsi. I loro problemi individuali differiscono: i genitori di Jess lottano per sbarcare il lunario, mentre quelli di Leslie sono degli intellettuali, consumati dalla loro stessa creatività. Sebbene le due famiglie siano comunque amorevoli nei confronti dei figli, Jess e Leslie non riescono comunque ad ottenere l’attenzione che vorrebbero. Perciò creano questo loro mondo e diventano grandi amici. La foresta per loro è una scappatoia in cui le loro esperienze di vita reale si manifestano attraverso le loro stesse creazioni”.
Autore critica:dal pressbook del film
Fonte critica:
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Critica 3:
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Libro da cui e' stato tratto il film
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