Capannori

Data di ultima modifica 03/09/2012

Il territorio di Capannori è ancora in fase di trasformazione, in questi ultimi 20 anni, da paese di campagna, attraverso un lento sviluppo urbanistico ed economico, è diventato una vera e propria città.
Questi cambiamenti hanno coinvolto anche la popolazione, e dalla fine degli anni ’90 il territorio ha cominciato ad attrarre anche lavoratori stranieri, che gradualmente si sono insediati sul territorio formando famiglie e inserendosi nel tessuto sociale della città.
Nonostante questi cambiamenti la cittadinanza ha mantenuto quello spirito di solidarietà e di comunità che caratterizzava le società contadine del passato e insieme alle amministrazioni comunali è riuscita a trovare una strada verso l’integrazione.
Per raggiungere una buona convivenza si è puntato sul dialogo e sul confronto, l’amministrazione ha cercato di facilitare il più possibile l’accesso ai servizi, e agli uffici del comune cercando di combattere quel timore che spesso hanno i cittadini stranieri nel confrontarsi con la pubblica amministrazione, questo ha portato il dialogo con le loro associazioni su un piano di parità, permettendo un confronto dal quale sono emersi i veri problemi: la disoccupazione, l’alloggio, la difficoltà nell’ottenere i documenti di soggiorno, la difficoltà, soprattutto per le donne, di imparare la lingua italiana, la mancanza di attività educative per i ragazzi. I servizi offerti dal comune, quindi, si sono incentrati su questi problemi cercando di trovare delle soluzioni partecipate, condivise sia dai cittadini stranieri che da quelli italiani.
Nonostante tutto questo l’azione di una sola città per quanto positiva non può limitarsi al proprio territorio ma deve riuscire ad amalgamarsi e fondersi con le iniziative delle altre amministrazioni. Per questo la creazione di un network che metta in comunicazione le varie realtà sparse sul territorio e che diffonda le buone pratiche è di fondamentale importanza per una buona politica di accoglienza e convivenza.

Descrizione del territorio
Al 31 dicembre 2011 la popolazione residente a Capannori risulta essere di 46.454 unità, di questi 3.685 sono cittadini di origine straniera e rappresentano il 7,93% della cittadinanza. Una percentuale in costante crescita, se consideriamo che nel 2010 ammontava al 7,55% della popolazione e nel 2005 era solo del 4,7%; un aumento del 72% in cinque anni.
La percentuale dei minori stranieri è dell'11,57% sul totale dei minori residenti, dato che rispecchia la maggiore fecondità delle donne straniere rispetto a quelle italiane. Tra questi minori, il 32% è marocchino, il 24% albanese, il 13% rumeno, il 12,6% cingalese e il 3% tunisino.
La percentuale dei residenti nati all'estero è del 9%, dato che segnala un buon numero di persone che hanno acquisito, nel corso degli anni, la cittadinanza italiana.
La fascia di età più numerosa è rappresentata dai giovani con età compresa tra 19 e 35 anni (34,7%), seguono quella degli adulti 36-50 anni (27,5%) e quella dei bambini da 0 a 10 anni (16,5%).
Il rapporto tra popolazione immigrata femminile e maschile è quasi equivalente, gli uomini rappresentano il 50,1% e le donne il 49,9%.
Un quarto dei migranti provengono dal Marocco (926 persone, l'1,99% dei cittadini residenti a Capannori), un quinto dalla Romania (746 persone, l'1,60% dei cittadini residenti) e dell'Albania (709 persone, il 1,52% dei cittadini residenti) e il 12% dallo Sri Lanka (446 persone, li 0,96% dei cittadini residenti).
Le nazionalità presenti sono tuttavia molto numerose abbracciando 82 paesi diversi dell'Europa, dell'Africa, dell'Asia e dell'America.
Da alcuni di questi paesi sono prevalentemente le donne ad emigrare: ciò dipende dalla domanda di lavoro del paese di arrivo, dove vengono ad occuparsi prevalentemente nei lavori di cura. Molte donne Rumene, Polacche e Ucraine trovano lavoro come badanti o colf e in molti casi non si fanno raggiungere dalle famiglie, ma inviano rimesse ai loro cari permettendo loro di vivere nel paese di origine.
Nella maggior parte dei casi però i primi ad immigrare a Capannori sono stati maschi: dal Marocco, dall’Albania, dal Senegal, dallo Sri Lanka sono gli uomini che per primi affrontano l’esperienza migratoria, e una volta stabilitisi chiedono di ricongiungersi alla propria famiglia.
Per quanto riguarda i minori questi rappresentano il 24% della popolazione di origine straniera e sono prevalentemente figli di migranti che sono arrivati in Italia a seguito dei ricongiungimenti familiari.
L’arrivo di questi giovani ha sicuramente trasformato le classi scolastiche (10,78% di alunni di origine straniera sul totale degli studenti) mettendo gli istituti scolastici di fronte ad una serie di nuovi problemi da affrontare, ma, ha anche aperto numerose di opportunità integrazione.

Principali priorità
Un ruolo fondamentale nell’integrazione degli stranieri e nel loro coinvolgimento nella vita pubblica della città è stato svolto dall’amministrazione comunale che è riuscita a coinvolgere e far lavorare insieme le organizzazioni e le associazioni di cittadini e di stranieri con le istituzioni del territorio.
Questa sinergia ha dato vita ad una serie di iniziative che ormai vengono portate avanti da diversi anni. Come i corsi di lingua italiana, che una volta capite le diverse esigenze che venivano dalle comunità di migranti del territorio, sono stati differenziati per venire incontro alle diverse disponibilità dei partecipanti: così, sono nati corsi ad hoc per sole donne, svolti durante la mattinata, momento in cui le madri sono più libere, e tenuti esclusivamente da insegnanti donne, le quali portano avanti cinque classi di differenti livelli di insegnamento: una classe di alfabetizzazione per le donne che non hanno mai frequentato la scuola nel loro paese di origine, una classe di alfabetizzazione di secondo livello, una classe di livello A1 per le donne appena arrivate in Italia e una classe di livello A1-A2 ed una classe di livello A2. Questi corsi inoltre, prevedono un servizio di trasporto e di baby-sitting, servizi che si sono rivelati fondamentali per la partecipazione di molte alunne. Per i lavoratori è stato organizzato un corso serale, e per i ragazzi più giovani è stato pensato un laboratorio di lingua in cui si apprende l’italiano attraverso il gioco, la musica e il teatro.
Questo va ad aggiungersi a tutta una serie di attività interculturali che coinvolgono migranti e italiani e che vanno dallo sport, alla musica, alla cucina, fino ad arrivare alla cura del corpo. Si tratta del cartellone di iniziative "MOSAICI primavera estate autunno inverno", una serie di laboratori, che spaziando in quegli aspetti trasversali a tutte le culture, cerca di creare punti di incontro tra i cittadini capannoresi e di origine straniera, utilizzando le conoscenze e le abilità proprie di questi ultimi. Così, sono stati organizzati corsi di lingua italiana per i ragazzi, ma anche corsi di lingua madre per bambini stranieri (arabo, albanese e singalese) tenuti da insegnanti migranti del territorio, laboratori di cucina dove ragazze straniere hanno potuto far assaggiare i loro piatti alla cittadinanza, corsi di estetica in cui si mettevano a confronto le varie tradizioni femminili nella cura del corpo. Questi eventi insieme al torneo interculturale di calcetto, al cineforum nelle case di accoglienza del territorio, al corso di percussioni senegalesi o al corso di lingua araba, hanno permesso di far emergere la cultura e le tradizioni dei migranti trasformandoli per una volta in insegnanti.
Inoltre, un importanza rilevante nell’accoglienza e nell’integrazione dei nuovi cittadini va attribuita anche all’apertura di uno sportello immigrati che si occupa di tutte le pratiche relative ai documenti di soggiorno, ai ricongiungimenti familiari e più in generale offre un servizio di informazione per tutto quello che riguarda il rapporto con le istituzioni. Questo sportello si è rivelato di fondamentale importanza nell’avvicinamento degli stranieri alle istituzioni pubbliche.
E’ stata anche istituita una casa di accoglienza con la funzione di ospitare temporaneamente persone in situazione di difficoltà lavorativa o abitativa fornendo loro percorsi di formazione/educazione e assistenza nella ricerca di alloggio e di lavoro.
Questa struttura nell’ultimo anno si è anche impegnata nell’accoglienza dei profughi provenienti dalla Libia ospitando più di 40 richiedenti asilo, provenienti da diversi paesi africani. Per questa emergenza sono state coinvolte una serie di associazioni del territorio che hanno portato la propria professionalità ed esperienza, il Centro Culturale Islamico ha svolto una funzione di mediazione linguistica, l’associazione Samadhi dello Sri Lanka che ha fornito cuoche per la casa di accoglienza, e poi la Caritas, la Misericordia ect. Presso la casa di Accoglienza di Lunata (gestita dalla Cooperativa Sociale Odissea - Consorzio So&Co Lucca) è portato avanti un tipo di accoglienza integrata, cioè gli interventi materiali di base (vitto e alloggio) sono contestuali a servizi volti a favorire il benessere psico-fisico e sociale degli ospiti attraverso l'acquisizione di strumenti per l'autonomia. A tal fine il servizio di accoglienza è così organizzato: presenza quotidiana di operatori specializzati (psicologi, mediatori linguistico culturali, educatori professionali, animatori), servizio di assistenza sanitaria (monitoraggio validità tessere sanitarie, contatti con i medici base, le visite mediche, analisi di routine), servizio di assistenza legale (rinnovo dei permessi di soggiorno, preparazione dei richiedenti asilo all'udienza per la commissione, preparazione e presentazione dei ricorsi dopo esito negativo con il coinvolgimento di avvocati, relazioni con la Questura); servizio di orientamento al lavoro (redazione curricula individualizzati, contatti con ditte, cooperative e agenzie formative, organizzazione e accompagnamento ai colloqui al Centro per l'impiego e alle agenzie interinali sul territorio, promozione la ricerca lavoro on line); corsi di italiano; corso di agricoltura sociale (coltivazione e vendita prodotti ortofrutticoli); lavori di manutenzione della struttura (gli ospiti sono coinvolti nei lavori di pulizia e manutenzione ordinaria della struttura); attività di mobilità sostenibile (tutti gli ospiti sono stati dotati di una bicicletta); attività sportiva settimanale; corsi di formazione professionale in collaborazione con le agenzie formative del territorio.

 

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